Il presepe vivente a Chiusdino


 

Domenica 18 dicembre  ha avuto luogo, a Chiusdino, la rappresentazione del Presepio vivente. L’iniziativa, già sperimentata alcuni anni or sono, è stata curata quest’anno dal Comune, dalla Pro-loco, da tutta la comunità locale, con la collaborazione dell’Associazione Archeotipo, formata da archeologi dell’ Università, esperti di ricostruzione storica. Si è trattato, infatti, di una rappresentazione sui generis, ispirata al presepe vivente di San Francesco, che, nel 1223, dette inizio a questa tradizione cristiana. Nei vari fondi delle antiche vie del paese, sono state ubicate botteghe artigianali tipiche dell’epoca medioevale, dal tessitore della lana, al tintore di tessuti, al conciatore di pelli,ecc… lungo un percorso che si snoda per anfratti, fino a giungere alla grotta  della Natività. Oltre al gruppo degli archeologi, pronti a fornire ai visitatori dettagliate informazioni sugli antichi mestieri, anche gli abitanti sono stati protagonisti dell’evento, rappresentando  le figure dei pastori, delle massaie e delle contadine recanti in dono al Bambinello i loro prodotti della terra. Su delle ripide scale una  schiera di angioletti interpretata da un numeroso gruppo di bambini. E non sono mancati gli animali, dall’asinello immobile nella stalla, alle pecore con l’agnellino, alle caprette tibetane. Il tutto in una cornice caratteristica di un paese arroccato con vie e viuzze che si incrociano, illuminate da tenue luci e riscaldate da alcuni falò, in una gelida serata invernale. L’iniziativa, che sarà ripetuta venerdì 6 gennaio, festività dell’Epifania, si è rivelata di grande  interesse, come ha sottolineato il sindaco di Chiusdino, Luciana Bartaletti, sia per gli abitanti, che hanno tutti partecipato o come attori o come spettatori, sia per i turisti, che giungono sempre più numerosi per visitare il paese, il suo museo e la magnifica Abbazia di San Galgano.

prsp

 

Author: Alberto Laschi

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