Io credo – Incontro di catechesi artistica al Palazzo Comunale

Domenica 19 febbraio ha avuto luogo<Io credo>, un incontro di catechesi artistica al Palazzo comunale, alla Cappella dei Signori, davanti al Coro ligneo intagliato da Domenico di Niccolò dei Cori.
L’iniziativa, organizzata dalla Parrocchia di Santa Maria in Provenzano e dalla Parrocchia del Duomo, ha interessato molte persone, desiderose di conoscere meglio i tesori di arte e fede che ci sono stati tramandati.
Ed è stata veramente una lezione di arte ed una catechesi, magistralmente tenuta da don Enrico Grassini, che, per un’ora intera, ha parlato delle splendide bellezze che racchiude la Cappella, luogo suggestivo nel cuore del Palazzo pubblico, ed ha commentato gli articoli del Credo, sintesi della nostra fede, trascritti in latino, sotto le tarsie del Coro.
La Cappella, costruita in epoca posteriore al Governo dei Nove, risale agli inizi del 1400, è detta Cappella dei Signori o Cappella palatina ed è formata da due ambienti separati da una stupenda cancellata di ferro battuto sempre quattrocentesca.
Nell’anti- cappella si trovano un ciclo di affreschi di Taddeo di Bartolo(1415), raffiguranti personaggi del mondo classico, della stessa epoca sono le tarsie del coro; dentro la Cappella il ciclo pittorico è di ispirazione biblica, un impianto iconografico simile al pavimento del Duomo: dalla classicità all’Antico Testamento, alla rappresentazione della vita di Cristo e di Maria, con il dipinto della <dormitio Virginis>, così detta la Madonna Assunta in cielo fino al ‘500, con denominazione comune alla Chiesa occidentale ed orientale.
Domenico di Niccolò, nel coro, si ispira agli stessi personaggi di Taddeo di Bartolo: un significato forte di unitarietà di un luogo religioso e politico allo stesso tempo, dove i simboli non si separano, così come in Cattedrale sono presenti molti emblemi civici, a sottolineare che Maria è a capo della repubblica cittadina, a sottolineare la profonda identità, all’epoca, tra unità di fede ed unità politica.
Di Domenico di Niccolò detto dei Cori (1362-1453) conserviamo altre opere nel Museo Diocesano di Siena e di Montalcino, della sua vita non abbiamo molte notizie, anche se sappiamo con certezza che, in età avanzata, lavorò alla Cappella di Palazzo, dal 1415 al 1428.
Il ciclo del suo Credo si inserisce in una tradizione che già era presente a Siena con i lavori di Benedetto di Bindo del 1412, eseguiti per gli armadi porta-reliquie dell’antica sagrestia del Duomo (attuale Libreria Piccolomini) e che continua ,dopo Niccolò dei Cori, con gli affreschi del Vecchietta per la sagrestia vecchia del Santa Maria della Scala e del Battistero di San Giovanni, rispettivamente degli anni 1449 e 1450; tradizione unica, peculiare della nostra città.
La novità del Credo, rappresentato nel Coro della Cappella di Palazzo Comunale, è che si tratta del Credo niceno-costantinopolitano, codificato dopo i Concili di Nicea (325) e Costantinopoli (381), a differenza delle altre opere che si riferiscono al Credo simbolo apostolico, risalente al II-III sec.
Le tarsie con legni colorati rivelano una particolare fantasia dell’autore ed al tempo stesso la raffinata cultura teologica dei committenti, i canonici ,che provenivano da una formazione agostiniana di tipo mistico,spirituale.
Sono stati commentati da don Enrico uno ad uno i 22 stalli del Coro: storia, arte, fede,strumenti per parlare di Dio agli uomini di tutti i tempi, a coloro che sono vicini o più lontani da Lui, un susseguirsi di ammirazione e di riflessione, un vero nutrimento per l’intelletto e per lo spirito.

Cappella Palazzo

Author: Alberto Laschi

Condividi su