Festa di Santa Fina a San Gimignano

Dodici marzo. E’ Santa Fina. Con il suo “miracolo” delle viole gialle che sbocciano sulle torri e sulle mura di San Gimignano. Fioritura dal XIII° secolo. Anche il nostro Arcivescovo Metropolita Monsignor Antonio Buoncristiani da quando è arrivato a Siena come pastore del popolo di tutta l’Arcidiocesi, questa data del giorno del 12 marzo di ogni anno lo ha scritta nella sua personale agenda per essere presente alla festa di Santa Fina con il popolo di San Gimignano. La compatrona della città. Dal giorno della scomparsa il 12 marzo 1253. A soli 15 anni. Ai rintocchi delle campane che “suonarono da sole.” La leggenda dentro le mura. Dopo lunga penitenza e di sofferenza accompagnata dalla preghiera per cinque lunghi anni nella cantina della casa nel centro storico distesa sopra una tavola di quercia. Malata e sofferente ma solida nella preghiera. Santa Fina è venerata, pregata e ricordata da tutto il popolo di San Gimignano con tanto affetto. Per la sua fede nel chiedere la pace contro ogni discordia fra la sua gente e per tutto il mondo. Nella sua penitenza e sofferenza non si è mai dimenticata di fare del bene, la carità per gli altri. Ai Poveri. E’ la storia di Santa Fina da San Gimignano. Il popolo e la città delle torri per questa beata Fina, di nobile famiglia, è legata da quel cordone ombelicale che la ricorda con more e tanto affetto. In preghiera nel Duomo. Alla suggestiva Cappella di Benedetto e Giuliano da Maiano, e affresca della sua vita dal Ghirlandaio. Le parole e la riflessione spirituale dell’Arcivescovo Antonio Buoncristina nel giorno della festa la ricorda “E’ sempre con particolare commozione e tenerezza che vengo a celebrare con voi la festa di Santa Fina, gioiello di santità di una povera fanciulla vissuta nel lontano 1200 in questa nostra città di San Gimignano.” L’Arcivescovo per questa solenne festa della Santa delle Viole, ha voluto lasciare a San Gimignano la sua personale preghiera dedicata a Santa Fina “nostra piccola “sorella”che da secoli veneriamo con tenerezza ed orgoglio  …  perché anche le nostre croci fioriscano in Risurrezione e gioia eterna.” Un bel ricordo. Il programma della festa di Santa Fina, ben preparato nei minimi particolari dal comitato delle feste patronali del presidente Alessandro Viti e dal proposto don Mauro Fusi, con la solenne concelebrazione eucaristica, alle 11 in Basilica, di Monsignor Antonio Buoncristiani, con i canti dei giovani della Parrocchia alla presenza delle autorità civili e militari, dal popolo. Con la delegazione ufficiale del Comune con il Gonfalone della città che porterà in dono il cero votivo. Saranno presenti i rappresentanti dei “Cavalieri di Santa Fina.” Portando in dono le viole. Lo stesso arcivescovo alla fine dalla Celebrazione impartirà la benedizione alla città dalle due porte del Duomo con il medievale busto della Santa. Alle 17 la tradizionale benedizione di tutti i bambini della città in duomo ai piedi del corpo della Santa esposto all’altare; alle 18 seconda Santa Messa solenne presieduta dal Vicario Generale dell’Arcidiocesi Giovanni Soldani, che sarà accompagnato dalle voci del Coro di San Lorenzo di Castelfiorentino diretto dal maestro Stefano Mattii con la voce solista di Giulia Orlandini. Sarà eseguito il ritrovato inno dedicato a Santa Fina, scritto e musicato dal Conte Guido Chigi. E come ogni festa non può mancare il tradizionale “pranzo” nella sala del teatrino parrocchiale alle autorità e gli invitati della festa con l’Arcivescovo Antonio Buoncristiani, incontro offerto dal Comitato delle feste patronali; con ai fornelli e alle pentole e al “girarrosto” i tradizionali cuochi della festa di Santa Fina. Dopo la celebrazione eucaristica delle 18 al teatrino di piazza Pecori, anche questa fa parte delle tradizioni per San Fina, il Comitato delle Feste invita il popolo di San Gimignano alla conviviale “agape fraterna.” Festa in chiesa e tradizionale fiera nelle piazze.

Author: Alberto Laschi

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