Primo atto ufficiale dei festeggiamenti senesi per il prossimo ottavario in Albis

Con la <funzione di nomina>, sabato 4 marzo, ha avuto luogo il primo atto ufficiale dei festeggiamenti senesi per il prossimo ottavario in Albis.
E’ stato un momento che ha visto gremita la chiesa di San Bartolomeo ad Orgia, dove è collocata l’immagine di Maria Consolatrix afflictorum , (meglio conosciuta come Madonna del Romitorio), che verrà portata in Cattedrale sabato 22 aprile e qui sarà esposta fino a domenica 30.
Una sacra icona che viene dalle nostre campagne, dove da secoli è particolarmente venerata, ritenuta miracolosa e preziosa dagli abitanti di quei boschi e di quelle vallate.
Molti i fedeli presenti alla cerimonia di sabato, provenienti anche dai territori circostanti, molte le persone ormai residenti altrove che sono tornate a rendere omaggio a Maria, in quella chiesetta, per loro, piena di ricordi.
<Questa Madonna è una perla in mezzo ai nostri boschi>ha detto Monsignor Giovanni Soldani nella sua omelia, durante la S. Messa, <non è un monumento nazionale, ma è la nostra gente>, che qui ha lavorato ed ha pregato davanti ai tanti segni di devozione disseminati tra i boschi: croci, santuari, cappelle.
La devozione alla Madonna del Romitorio risale alla fondazione del Romitorio stesso, nei primi anni del quattordicesimo secolo.
Sappiamo che questa era terra di eremiti, dei quali è conosciuto il primo, fra Cristoforo da Siena e l’ultimo, fra Giuseppe, presente al Romitorio nel 1782 e quindi sicuramente partecipante ai grandi festeggiamenti( che al tempo iniziavano il lunedì di Pasqua), quando l’immagine fu portata in Duomo per la domenica in Albis 1779.
I festeggiamenti del 1779 rimasero memorabili nella popolazione e furono ricordati da generazioni e generazioni: l’immagine fu portata a spalla su un apposito trono chiamato <macchina della Madonna>, protetta da un grande tendaggio di stoffa celeste e dal<sacro velo>, poi donato alla chiesa di S. Giuseppe a Siena.
Molti la seguivano a piedi: abitanti di Orgia, Brenna, Recenza e perfino Casciano di Murlo, altri su carri, barrocci o calessi.
Per tutta la settimana ci furono in Duomo Messe, funzioni, prediche ed omaggi alla Madonna. Il sabato seguente, ancora in gran numero, gli abitanti di Orgia e dintorni andarono a riprendersi il simulacro, non sospettando minimamente di trovarsi davanti ad una grande novità, un vero miracolo: al posto della vecchia tavola fondo oro trovarono una bella tela dipinta di fresco; l’altra era sparita e non importò saperne di più, <tanto era vecchia e tarlata>.
A raccontare la storia, tramandata da memorie scritte (cfr. Cianferotti) e dalla tradizione orale, è stato il professor Francesco Rossi, che ha illustrato l’immagine ai fedeli ed ai Confratelli e Consorelle delle varie Compagnie laicali, presenti con le loro cappe storiche, guidati dal Priore della Consorteria, Lorenzo Baldi.
Il Priore, prima di consegnare la targa-ricordo nelle mani di Monsignor Soldani, parroco di Orgia, ha sottolineato il ruolo delle Compagnie laicali, oggi: mantenere le tradizioni della nostra fede genuina e popolare, in una comunità legata da vincoli di fraternità, amicizia, solidarietà.
Anche il Sindaco di Sovicille ha sottolineato l’evento particolarmente significativo per una popolazione tanto devota a Maria, da celebrarla senza soluzione di continuità, nel giorno della sua nascita ( 8 settembre) anche durante i periodi più bui, di guerra o di calamità.
Una terra a vocazione religiosa e mistica ( anche se talora sembra sopita),come tutto il territorio senese.
Il professor Rossi,citando anche il compianto don Martino Ceccuzzi, alias scrittore e poeta Idilio dell’Era, ha ricordato come il culto di Maria, in terra di Siena, è sentito in maniera particolare, tanto che i senesi, fin dalla battaglia di Montaperti, a Lei hanno consacrato, con patto irrevocabile,con donazione perpetua, la loro città ed il loro contado.

Author: Alberto Laschi

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