Si sono concluse le Feste Cateriniane 2017

La carità e la pace in Santa Caterina da Siena sono stati i temi che hanno fatto da filo conduttore dei discorsi nel Portico votivo dei comuni d’Italia in occasione delle Feste cateriniane 2017. L’arcivescovo monsignor Antonio Buoncristiani ha ricordato il ruolo storico di Caterina nella pace tra la città di Firenze e il Papato e l’intenso epistolario intercorso nel 1373 tra Caterina e il vescovo di Firenze del tempo Angelo Ricasoli, quando quest’ultimo, si ritirò dalla sede per obbedienza al Papa che era in contrasto con il governo fiorentino. “Il momento storico che stiamo vivendo è minaccioso e il messaggio di pace di Caterina da Siena è particolarmente attuale nell’Europa di oggi, in quanto l’Europa deve costruire la sua nuova casa e solo se costruita sui valori della fratellanza e dell’accoglienza potrà realizzare il suo progetto, aprendosi verso tutti, anche per questo è necessario chiedere l’intercessione della nostra Santa”. Il sindaco di Siena Bruno Valentini si è soffermato su come Santa Caterina sia stata capace di cambiare il corso della storia della Chiesa con il ritorno del Papato a Roma. “Ma Caterina è stata anche un esempio di donna di volontariato – anzi, ha sottolineato Valentini – proprio la dedizione verso i malati e verso i poveri, sia stata la strada per trovare il Signore”. Santa Caterina è una delle radici del nostro territorio, una radice di fede, ma anche di buon governo e di democrazia. Dorina Bianchi, in rappresentanza del Governo italiano, ha posto l’accento su come Caterina ha ancora oggi la forza di richiamare tanta gente proprio in quella Toscana crocevia di percorsi religiosi e pellegrinaggi che ripercorrono le vie della fede. Il potere prestato può essere attualizzato oggi con il perseguimento del bene comune, dove il bene comune è lo sviluppo sostenibile e il saper gestire il bene prestato che va valorizzato e lasciato a coloro che verranno dopo di noi. L’ingegner Gianpiero Secco, sindaco di Seggiano, che quest’anno ha offerto l’olio per la lampada votiva al Santuario cateriniano, ha sottolineato i legami che Caterina ebbe con il territorio di Seggiano e del versante grossetano dell’Amiata. “Il ricordo si è mantenuto nel tempo – ha detto il sindaco di Seggiano – ne sono testimonianze la cappellina di Santa Maria in Villa e l’Oratorio di San Rocco”. Ma l’ingegner Secco ha posto l’accento anche sull’olio del territorio, frutto dell’olivastra seggianese, questo tipo di oliva dà un olio particolarmente saporito e prezioso che ne fa una vera e propria eccellenza agroalimentare del territorio. “Caterina è uno dei Dottori della Chiesa, – ha proseguito Secco – era in contatto con i grandi della terra, aveva ben chiaro il concetto di Italia come nazione e intendeva la politica come buona amministrazione della cosa pubblica. L’offerta dell’olio, il dono più prezioso della nostra terra, vuole essere anche testimonianza di riconoscenza verso la Santa”. La cerimonia nel Portico dei Comuni è proseguita, come di consueto, con l’offerta dei ceri da parte del Comune di Siena e da parte delle Associazioni di volontariato cittadine.

Author: Alberto Laschi

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