Più di seicento fedeli all’ordinazione sacerdotale di don Flavio Frignani.

Più di seicento fedeli per quella che è statadavvero una grande festa per la Chiesa di Siena. Tutti nella Cattedrale, luogo tanto caro a don Flavio Frignani; proprio qui si è formata la sua vocazione. Una fede posta al servizio degli altri, in ogni ambiente che lo ha visto maturare. Ecco dunque, che non solo la comunità parrocchiale e diocesana, ma tutti coloro che lo hanno accompagnato lungo il suo cammino, godendo della sua operosità, non hanno voluto mancare a questo grande evento. Nella preghiera si sono stretti, numerosi, intorno a lui.

«Carissimo Flavio, Gesù non si è limitato ad indicarci la strada da percorrere, ma ci ha promesso l’assistenza dello Spirito Santo. Nel cammino della fede e della carità, è Lui il protagonista che non ci lascia soli con la nostra debolezza e il nostro peccato», così Sua Eccellenza Mons. Buoncristiani, durante l’omelia. Poi si è rivolto al nuovo presbitero, con amore di padre: «Mi permetto di ripetere anche a lui alcune raccomandazioni, che sento di fare a ricordo di questa giornata indimenticabile della sua vita. Sii sempre un innamorato di Cristo; non considerare mai il tuo servizio nella Chiesa come un lavoro, ma come un debito d’amore, come un’esigenza vitale che si identifica con la tua stessa anima; non temere, ma confida in Lui che ha messo questo peso sulle tue spalle, ricordandoti sempre che è proprio nella nostra debolezza che si manifesta appieno la potenza di Dio. Servi la vita con sensibilità e attenzione paterna e materna, per accrescerla dentro di te e all’interno del presbiterio, di cui entri a far parte, e in tutti quelli che avrai modo di incontrare e anche nei fratelli lontani. E per questo rifornisciti spesso nel silenzio, nella solitudine con Dio e nella preghiera. Sii sempre fratello e padre, vivendo in ascolto e in comunione con i vicini e con i lontani, trasmettendo gioia e serenità, penetrando con il cuore nella loro vita, prendendoti cura di tutti. Accostati agli oppressi, ai tormentati, agli stanchi, ai soli, cercando di crescere nella consapevolezza e nella venerazione del peso di ogni vita. Aiuta sempre tutti con la vigilanza del cuore, con la preghiera incessante, con l’amore che non si stanca mai. Senti tue le gioie e le pene di ciascuno. Per realizzare tutto questo è indispensabile acquisire gradualmente una sincera umiltà, che è il riconoscimento della nostra fragilità umana, della nostra debolezza. Non dobbiamo mai sentirci superiori agli altri. Perché con il trascorrere degli anni e passando attraverso le inevitabili difficoltà di ogni genere, ti renderai conto che più che essere stato tu a decidere della tua vita, è stato piuttosto il Signore a voler salire sulla tua barca, ed è solo al Suo amore e alla Sua misericordia che potrai affidarti con sicurezza e serenità». L’Arcivescovo ha voluto ringraziare «sua mamma e la sua famiglia; non voglio dimenticare il suo babbo che l’accompagna dal cielo. Poi la sua parrocchia dove è maturata la sua vocazione, la sua Contrada. A tutti ricordo la promessa evangelica della vita eterna, che il Signore ha assicurato a coloro che sacrificano qualcosa per Lui. Grazie anche agli educatori e agli insegnanti di Siena e Firenze che lo hanno accompagnato in questi anni. Una vocazione non nasce dal nulla: è un seme gettato da Dio nel cuore di un uomo e di una donna, che per svilupparsi e crescere, ha bisogno della grazia divina, della risposta generosa e fedele del chiamato, ma anche della cura premurosa dell’intera comunità, a partire dalla famiglia. Che il Signore ci benedica tutti e non ci faccia mancare i doni del Suo Spirito, per quella conversione pastorale della nostra Chiesa, necessaria a far sorgere e a valorizzare tutte quelle vocazioni ministeriali che la provvidenza non ci farà mancare, per la continuità dell’annuncio del Vangelo».

Una celebrazione molto partecipata e sentita; in silenzio, gli occhi dei presenti erano completamenti rivolti al rituale liturgico dell’ordinazione presbiteriale. L’Arcivescovo e gli altri sacerdoti hanno accolto con amore e grande emozione, questo loro fratello.

Tocca poi a don Flavio, emozionato e commosso, rivolgere un saluto finale ai fedeli: « Ho pensato a questo momento per tanti anni e ora non riesco davvero a trovare le parole giuste per ringraziarvi. Siete davvero tanti stasera. Anche per il diaconato mi volevate stare vicino. C’è la mia famiglia, la mia famiglia dell’Aquila, poi ci sono tante storie e tante vite; la più importante dal punto di vista ecclesiale è la mia parrocchia, dove sono cresciuto e dove è nata la mia vocazione: l’oratorio del costone, il gruppo giovani, don Gaetano Rutilo, don Emanuele. Tutta la chiesa diocesana e le parrocchie in cui ho fatto servizio. Tante realtà che sono presenti oggi. Voglio riportarvi una citazione: “Conosco la metà di voi solo a metà e nutro per meno della metà di voi metà dell’affetto che meritate”. Ancora non ho ben capito che cosa ha fatto il Signore per me, lo scoprirò nei prossimi giorni e me lo farete scoprire voi. Un pensiero va alla famiglia del cielo, ai nonni, a babbo Andrea, a don Lorenzo, Dando, Don Salvatore; per uno che va c’è n’è uno che viene».Grazie a te don Flavio, per aver permesso alla Chiesa di Siena di vivere questa grande gioia.

Author: Alberto Laschi

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