Nuove sculture nella Basilica di San Francesco.

L’anno eucaristico, recentemente celebrato in Diocesi, in occasione del centenario della ricognizione scientifica delle Sacre Particole (1914-2014), ha fatto sì che la basilica di San Francesco si sia arricchita di nuove opere d’arte. Lo scultore Pier Luigi Olla ha realizzato alcuni pannelli scultorei raffiguranti gli apostoli e gli angeli, che sono stati posti sulla parete centrale della cappella Martinozzi, meglio conosciuta come cappella invernale delle Sacre Particole, sotto la nicchia dove stanno le Sacre Particole, è stata collocata una scultura con i simboli eucaristici, le spighe e l’uva e gli stemmi dell’arcivescovo Buoncristiani, dell’Ordine francescano e dell’Opera Metropolitana. Massimo Lippi ha realizzato uno stemma eucaristico posto all’esterno, sopra la porta di entrata della stessa cappella. Una tavola pittorica, è stata realizzata dal pittore Enrico Fornaini di Pisa ed è stata posta nella parete di destra della cappella Martinozzi, la tavola raffigura alcuni santi e i Papi, Pio X, Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II. Sempre nella stessa cappella, una nicchia, scavata nel muro nella parete a sinistra dell’entrata, ospita gli strumenti e gli accessori usati nell’ultima ricognizione scientifica, voluta dall’arcivescovo monsignor Antonio Buoncristiani, del settembre 2015. Infine è stato realizzato un altro ostensorio destinato ad ospitare la pisside con le Sacre Particole. E’ opera del Maestro Claudio Buoncompagni dell’Istituto di Storia dell’arte di Sansepolcro, in provincia di Arezzo. E’ realizzato in metallo dorato e argentato. Nel nodo reca gli stemmi della Balzana, lo stemma francescano, quello di Papa Francesco e dell’Arcivescovo monsignor Buoncristiani, sotto la base sono collocati gli stemmi di Papa Giovanni Paolo II e di Papa Benedetto XVI, inoltre sono presenti i simboli eucaristici del grano e dell’uva e sono raffigurati San Francesco, Santa Chiara, Sant’Antonio e San Bernardino. Ma c’è una particolarità importante in questo ostensorio, nella base sono raffigurati tutti gli stemmi delle contrade del Palio di Siena, questo per rimarcare il profondo legame tra il popolo di Siena e le Sacre Particole. Come ha sottolineato più volte anche il nostro arcivescovo, Siena non è solo una città mariana, ma è anche una città eucaristica e gli stemmi posti su questo ostensorio, insieme alla Balzana, rimarcano questo aspetto, questo forte legame che c’è tra il popolo senese e il prodigio eucaristico presente in Siena dal 14 agosto del 1730, quando le Sacre Ostie consacrate furono rubate e ritrovate il 17 agosto, tre giorni dopo. “E’ la presenza”, come ebbe a dire San Giovanni Paolo II, quando venne in vista a Siena. Le Sacre particole sono la presenza di Gesù tra noi ed hanno accompagnato il popolo senese, nei momenti felice, ma anche in momenti brutti che la citta ha vissuto nel corso dei secoli. Come dopo i tragici fatti del Viva Maria, quando l’arcivescovo Anton Felice Zondadari annunciò con una lettera pastorale, datata 20 luglio 1799, che si sarebbe fatta la processione la domenica successiva 28 luglio, per auspicare il ritorno del principe Ferdinando III Lorena; a questa processione partecipò una folla immensa di persone, come ricordano le cronache del tempo. Le Sacre Particole uscivano in processione per un evento politico, entrando a far parte della vita pubblica della città. Ma per tornare ai nostri tempi, basta vedere la grande partecipazione di popolo alla processione del Corpus Domini, quando l’arcivescovo porta la pisside con le Sacre Particole dalla basilica di San Francesco al Duomo. In tempi di forte secolarizzazione della società, vedere un fiume di gente che attraversa le vie cittadine dietro al Corpus Domini, ci fa capire il radicamento della fede nella nostra terra e il legame che c’è tra il popolo senese e l’eucarestia e questo nuovo ostensorio del prodigio eucaristico di Siena, vuole simboleggiare questo legame.

Author: Alberto Laschi

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