La Lectio Magistralis del professor Antonio Paolucci

<Ogni città ha il suo cuore; il cuore di Siena storica, religiosa, caritatevole è piazza del Duomo. Qui possiamo comprendere i caratteri distintivi che hanno determinato la grande civiltà senese>ha esordito il professor Antonio Paolucci nella sua lectio magistralis, tenuta giovedì 6 giugno u.s., in piazza Jacopo della Quercia.
Parole <chiave> dette francamente al numeroso pubblico in ascolto: religiosità, laicità, libertà mentale, orgoglio, atteggiamento caritatevole hanno contraddistinto i cittadini di Siena, come dimostra la loro storia.
Per illustrare la religiosità Paolucci è partito dalla Cattedrale: i senesi l’hanno dedicata a Maria Assunta, regina del Cielo e della città.
La Repubblica senese l’ha proclamata sua Regina, indicando che tutte le potestà sono a Lei sottomesse.
Questa idea teologale della storia e della politica non ha impedito, però, ai cittadini di essere pragmatici, laici, tanto da assumere la proprietà e la gestione dello Spedale del Santa Maria della Scala togliendole al clero della Cattedrale, per vocazione del quale l’istituzione era nata.
Ma ancora questa fiera consapevolezza del ruolo politico della città che non accetta supremazie ed interferenze si rivela in altre occasioni.
1458: annus mirabilis, un cittadino senese,intellettuale, politico, diplomatico, Enea Silvio Piccolomini sale al trono di Pietro con il nome di Pio II.
Nella biccherna di tale anno il Vecchietta rappresenta l’incoronazione papale: il <triregno> che viene posto sulla testa di Pio II, sotto di lui la veduta di Siena, la Torre del Mangia, il Duomo, le porte, le mura….sì ma, in alto a sinistra, c’è l’aquila dell’Impero, a ricordare che la Repubblica senese è di legittimazione imperiale e non papale.
Laicità dunque accanto alla religiosità.
Devozione ed autonomia politica, accanto ad un’idea moderna della politica che rende invisibile chi concretamente gestisce il potere e mirabilmente visibili gli effetti del buon governo, interpretata e realizzata da Ambrogio Lorenzetti nella Sala dei Nove.
Altro elemento: la libertà mentale.
Il Professor Paolucci ci ha fatto ripercorrere mentalmente l’interno del nostro magnifico Duomo: bellezza, purezza, simbologia, antica sapienza, dottrina, un libro infinito da leggere, da approfondire, da meditare.
Poi la libreria Piccolomini che Pio III Piccolomini Todeschini volle dedicare al suo illustre parente: accanto agli intarsi, ai codici miniati, alle tante meraviglie, ecco, su un piedistallo, tre bellissime giovani donne, le tre Grazie, di una bellezza armoniosa e sensuale, provenienti dal mondo classico, dal mondo pagano.
In nessuna altra chiesa è avvenuto ciò, ha detto il relatore, sottolineando il segno della spregiudicatezza intellettuale senese, della libertà mentale di questo popolo.
Il Duomo rivela anche l’orgoglio della città, una Cattedrale che doveva essere <pulchra, magna et magnifica> per superare la rivale Firenze, il suo Duomo, un sogno che per varie cause è rimasto irrealizzato.
Davanti al Duomo, in rapporto simbiotico con esso, il Santa Maria della Scala, l’antico spedale ricco di numerosi lasciti: qui il genio caritatevole dei senesi si traduce in bellezza artistica. La carità si esprime interamente, di fronte alla sofferenza la bellezza dimostra il suo ruolo terapeutico.
Applauditissima lectio del grande intellettuale professor Paolucci, ex ministro dei beni culturali, direttore dei Musei vaticani sotto papa Benedetto XVI, direttore polo museale fiorentino, insignito di varie onorificenze in Italia ed all’estero, come ha ricordato il Rettore dell’OPA, Gianfranco Indrizzi nella sua presentazione ed illustrazione degli eventi estivi in programma ogni mercoledì e giovedì in piazza del Duomo, realizzati grazie alla collaborazione di Opera- Civita e del Santa Maria della Scala, il cui direttore Daniele Pitteri ha rivolto a tutti i presenti un cordiale saluto.

Author: Alberto Laschi

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