Don Otello è nato al cielo tra il commosso cordoglio dei suoi parrocchiani

Un’altra grossa perdita per la piccola frazione di Camigliano, a pochi chilometri da Montalcino: si tratta di Don Otello che il 12 luglio ha lasciato la sua terra per tornare alla Casa del Padre.  Il borgo aveva già perso negli anni passati personaggi indimenticabili come Galliano “l’intrattenitore”, Luciano Sorbi “il direttore” e altri , che da lassù ci vorranno scusare per non averli dimenticati ma verso i quali non manca mai il nostro ricordo e una prece sincera. Don Otello è morto a 92 anni, da qualche tempo aveva lasciato Camigliano per trasferirsi a Montalcino dove è stato amorosamente accudito dalla sorella e dal cognato. Don Otello era nato a Castelnuovo dell’Abate l’11 ottobre del 1925, quindi si era trasferito a Montalcino dove aveva frequentato il locale seminario, al termine del quale – ordinato sacerdote  il 20 marzo 1952 – era stato assegnato alla Pieve di San Sigismondo presso Poggio alle Mura; ma la sua missione sacerdotale più longeva e proficua l’ha svolta a Camigliano per moltissimi anni, anche se ultimamente era stato nominato parroco di Montenero d’Orcia. Una vita, comunque ben spesa in questo piccolo circondario che va da Montalcino e poco più in là del fiume Orcia. Nel 2016 si era ritirato dalla sua attività pastorale sia per l’età avanzata che per l’insorgere di problemi di salute. Dovunque abbia esercitato la sua missione, ha comunque sempre lasciato un ricordo incancellabile per sue doti non solo sacerdotali, ma umane e sociali. E’ stato il punto di riferimento di tutte le comunità che hanno avuto l’onore di conoscerlo e di apprezzarlo sia come prete che come uomo, specialmente i giovani a cui ha dedicato una gran parte del suo sacerdozio, per i quali è stato maestro ed educatore di quelli che lasciano il segno. I funerali si sono svolti il giorno seguente alla sua dipartita a Camigliano con la partecipazione più che sentita di tutta la popolazione e, appunto, di tanti giovani; quindi è stato sepolto nel cimitero di Montalcino. La scomparsa di Don Otello – per quanto in età avanzata e da tempo ammalato – ha toccato in modo particolare, oltre ai parenti tutti e agli amici sparsi ovunque,  gli abitanti del piccolo borgo di Camigliano, dove è attiva la locale Associazione Culturale Ricreativa che – nonostante nel paesino vivano solo una quarantina di persone – vanta circa 140 soci che la sostengono con continuità e affetto, già si sente  la sua mancanza  e ognuno va col pensiero a quel giorno, a quel momento in cui Don Otello c’era, era lì con lui in un momento felice, quale può essere un matrimonio, una nascita, un sacramento, o triste come la perdita di una persona cara, una malattia, un infortunio chissà cos’altro ancora. Don Otello non solo ha sempre collaborato con l’Associazione Culturale Ricreativa Camigliano, ma era anche un iscritto e quando c’era da dare una mano non si è mai tirato indietro, era un esempio per tutti e tutti lo consideravano un punto di riferimento che oggi è venuto a mancare e – come si sa – quanto fosse importante una persona di tale carisma  lo capiamo proprio nel momento in cui no c’è più. Ma da lassù – ne siamo certi – Don Otello con il suo affabile sorriso spronerà tutti ad andare avanti come se lui fosse ancora presente e attivo come sempre in mezzo alla comunità di Camigliano. Un abbraccio, quindi, a Don Otello e una strizzata d’occhio d’intesa come si fa con una vecchio amico che si conosce da sempre e di cui si apprezzano la sincerità, l’umanità e la bontà d’animo.

Author: Alberto Laschi

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