Pellegrinaggio Diocesano a Fatima

Il pellegrinaggio  della nostra Diocesi a Fatima (30 agosto- 5 settembre) si è appena concluso.

Esperienza indimenticabile per tutti, anche per coloro che più volte si erano recati al Santuario in Portogallo, ma soprattutto  per i pellegrini che per la prima volta vedevano <quel mare di luce> della processione notturna, che udivano il celebre canto in più lingue a Maria, dopo la  recita del Santo Rosario da parte dei popoli giunti dai vari angoli della terra: un unico inno di lode alla Madonna, per testimoniare un’unica fede in Cristo, nostra Salvezza.

Benedetto XVI aveva ben spiegato ai fedeli il vero senso  delle tante luci che affascinano ed emozionano i pellegrini durante la fiaccolata che, ogni sera, ha luogo a Fatima : <Tutti voi insieme, con la candela accesa in mano, sembrate un mare di luce intorno a questa semplice cappella, eretta premurosamente in onore della Madre di Dio e Madre nostra…..Però sia Maria che noi non godiamo di luce propria: la riceviamo da Gesù. La presenza di Lui in noi rinnova il mistero e il richiamo del roveto ardente, quello che un tempo sul Monte Sinai ha attirato Mosè e non smette di affascinare quanti si rendono conto di una luce speciale in noi che arde senza consumarci….>

Ed il significato di quella Luce, dell’unica rivelazione  di Dio nella storia  compiuta con l’incarnazione, la vita, la morte, la resurrezione in Cristo, suo  Figlio, è stata rilevato anche dal nostro Arcivescovo che ha presieduto il pellegrinaggio diocesano, richiamandoci all’essenza della nostra religione, ma, sottolineando, tuttavia, che anche l’apparizione della Madonna ai tre pastorelli, definita dalla Chiesa una <rivelazione privata>, può essere un aiuto alla nostra fede.  Da tale rivelazione possiamo,infatti, cogliere più messaggi : la predilezione per le anime semplici (i bambini di Fatima: Francesco, Giacinta e Lucia), la necessità della preghiera, l’urgenza della conversione- contestualizzata soprattutto nel momento storico della prima guerra mondiale e dell’ateismo della Russia-, ma necessaria in ogni tempo ed in ogni cuore umano.

Il messaggio di conversione, di penitenza e di preghiera è, infatti, universalmente valido:  lo stesso pellegrinaggio deve essere uno stimolo per un itinerario di  cambiamento verso il bene, verso l’amore a Dio ed  ai fratelli-  ha detto Monsignor Arcivescovo Antonio Buoncristiani.

Il nostro pellegrinaggio diocesano, al quale hanno preso parte molti fedeli accompagnati oltre che dall’Arcivescovo, dal Vicario Monsignor Giovanni Soldani, da Monsignor Roberto Pialli e da Don Antonio Leopardi,  ci ha visti uniti nella preghiera, in particolare per la nostra Chiesa di Siena, per i nostri sacerdoti, per le nostre famiglie, per i nostri defunti; questo è avvenuto soprattutto durante la quotidiana celebrazione eucaristica nelle varie chiese e cattedrali del Portogallo ed a Fatima, il primo giorno nella chiesa delle apparizioni, il secondo in una cappella della Basilica.

La Via Crucis nei luoghi dove l’Angelo della Pace apparve ai pastorelli nel 1916 per domandare la conversione dei peccatori è stato un altro intenso appuntamento per un raccoglimento spirituale; alla Via Crucis è seguita la visita alle modeste abitazioni dei giovanetti e l’incontro con la nipote vivente di suor Lucia.

Ai momenti di preghiera sono seguiti momenti  di ammirazione dell’arte, di visita alle chiese dove gli stili architettonici si mescolano e si intersecano, dal manuelino, al barocco, al rinascimento, dove si ricostruisce la storia e la civiltà di un popolo legato all’Oriente ed ai Paesi europei, venuto a contatto con culture diverse, soggetto a vari domini e resosi indipendente.

Città e paesi caratterizzati da una lussureggiante bellezza naturale, da piante esotiche imponenti, da un clima dolce, da una luminosità straordinaria, come Sintra, Cascais, Estoril, prime mete del nostro viaggio, hanno suscitato particolare ammirazione.

Ha colpito tutti i viaggiatori Lisbona, città natale di S. Antonio, dove, nella chiesa a lui dedicata, è stata celebrata la Messa; Lisbona,  con i suoi tipici quartieri, le piccole <ruas> con case ricoperte di maioliche (azulejos) e piccolissime terrazze in  ferro battuto, così come ha suscitato interesse il Monastero dos Jeronimos e l’elegante torre di Belém, fortezza costruita sul fiume Tago nel XV secolo.

Altre tappe del viaggio Obidos, caratteristico per la sua fortezza e le tipiche stradine, Nazaré, dove si gode di uno splendido panorama sull’Oceano Atlantico, Alcobaca con il Monastero cistercense, Bathala con un Monastero del 1388, edificio già proteso verso il gotico, con altissime ed imponenti colonne.

Ha destato stupore anche Coimbra, celebre città universitaria, dove abbiamo ammirato l’Università, ex palazzo reale, la grande biblioteca, la cappella, che custodisce un singolare organo barocco e Braga, nei cui pressi si trova il santuario del Bom Jesus in luogo isolato ed ameno, tra alberi e curati giardini, dove piccole cappelle esterne conservano statue  lignee rappresentanti, in una teatralità     eccezionale, scene della Crocefissione.

E’ piaciuta anche la cittadina di Guimaraes, culla del Portogallo, città natale di Alfonso Enrico, primo sovrano della Lusitania; pareri contrastanti su Porto, seconda città del Portogallo, che presenta edifici ed abitazioni più degradati ma anche un bel centro storico ed un quartiere caratteristico nella zona del porto, la <Ribeira> con case multicolori addossate alle rocce ed ha un suo particolare fascino.

La giornata a Porto si è conclusa con una piacevole escursione in battello sul fiume Douro, un fuori programma gentilmente offerto dalla nostra Agenzia di Viaggi, Pellegrinaggi Senesi, (in realtà ad equo indennizzo di un pranzo non molto soddisfacente … come a dire non tutte le ciambelle vengono col buco!…), Agenzia che ha  sempre programmato e realizzato in maniera ineccepibile i pellegrinaggi diocesani.

Non sono mancati così, accanto a momenti di più intensa spiritualità, momenti di piacevole  relax come la visita alle cantine dove viene prodotto il famoso vino <Porto>, gli acquisti di souvenirs nelle tante bancarelle e botteghe artigianali, soprattutto maioliche ed oggetti in sughero ed attimi di sgradita sorpresa quando abbiamo constatato che il passante occasionale cortesemente incaricato di farci la foto di gruppo…non ci aveva immortalato, tanto che abbiamo dovuto ricorrere a Roberta Caldesi che, purtroppo, non appare con noi….

Insieme per pregare, per condividere svago e contemplazione di bellezze artistiche e naturali è stata una vera gioia  ed è già di per sé una grazia, della quale dobbiamo essere veramente grati al Signore.

 

Author: Alberto Laschi

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