Presentato il Quaderno della Madonna del Romitorio, curato dalle Parrocchie di S. Rocco a Pilli

Sabato 9 settembre è stato presentato, nella chiesa di San Bartolomeo ad Orgia, il <Quaderno> della Madonna del Romitorio, curato dalle Parrocchie di S. Rocco a Pilli, Orgia e Brenna.

Una lodevole iniziativa per ricordare e tramandare ai posteri i festeggiamenti in onore della Madonna, nella ricorrenza in cui la sacra immagine è stata portata in Cattedrale per l’ottavario in Albis 2017, dopo duecentotrentotto anni dalla sua prima intronizzazione.

Il Quaderno si apre con un’accurata riflessione del parroco, Monsignor Giovanni Soldani, sul significato dei festeggiamenti, seguono la cronaca fotografica dei diversi momenti delle cerimonie liturgiche, la relazione del professor Francesco Rossi per presentare l’icona ed altre narrazioni per ricordare la devozione a Maria e la religiosità del popolo del territorio a cura di Luigi Cianferotti e Giorgio Gabbricci.

Una minuziosa narrazione di Maria Paola Caneschi Cianferotti, sulla base di documenti reperiti nell’Archivio arcivescovile di Siena, tratta della disputa all’inizio dell’Ottocento del popolo di Orgia e del suo Pievano con le autorità civiche del Regno d’ Etruria per la conservazione del Romitorio al culto della Madonna, dopo la morte dell’ultimo Romito, Giuseppe Semplici, nell’anno 1806.

E’ un lavoro interessante realizzato grazie a Monsignor Soldani ed al Comitato dei festeggiamenti, che si sono adoperati, in maniera ineccepibile  e con dedizione completa, per la riuscita di ogni evento in onore di Maria, a partire dal 4 marzo, giorno della funzione di nomina al 18 giugno, festa del Corpus Domini, quando l’immagine è tornata ad Orgia dopo una lunga peregrinatio mariana.

A presentare il Quaderno sono stati gli  stessi autori, coordinati da Carlo Rosa: la signora Cianferotti, il professor Rossi, il <ragazzo di 70 anni fa>, Gabricci, che hanno  parlato di fronte ad un pubblico attento e numeroso.

Dopo il saluto ed i ringraziamenti, soprattutto al Comitato dei festeggiamenti, da parte di Monsignor Giovanni Soldani, è stato Monsignor Arcivescovo Antonio Buoncristiani ad aprire la serata sottolineando il dovere che abbiamo di <conservare la memoria, il deposito di valori che hanno dato significato a chi ci ha preceduto>, valori umani e cristiani che si trasmettono di generazione in generazione; come ci sono state consegnate le bellezze artistiche da tramandare nei secoli, così <deve essere donato ai figli con la vita anche il senso profondo che essa contiene>.

E della traditio come atto di consegna di valori ha parlato anche il Sindaco Giuseppe Gugliotti, rallegrandosi per la grande partecipazione della comunità, sempre più coesa, ai festeggiamenti, ai preparativi, alle feste patronali, alla tradizione che tutti lega.

E’ seguito l’approfondito intervento della signora Cianferotti, un excursus storico ampiamente documentato sul Romitorio, al quale Maria Consolatrix Afflictorum deve il suo nome più noto al popolo, e del Gabricci con i suoi interessanti ricordi, con  aneddoti divertenti e memorie di tempi tristi e felici, di persone non ci sono più, di usanze e costumi per lo più scomparsi, ma che piace ascoltare quasi come una favola per tramandare a futura memoria.

Author: Alberto Laschi

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