La celebrazione d’inizio del triduo del Sacro Chiodo

Oltre duecento alla celebrazione d’inizio del triduo del Sacro Chiodo, giovedi 7 settembre alla riapertura della Concattedrale di Colle di Val d’Elsa. A presiedere la Santa Messa l’Arciprete Monsignor Giuseppe Acampa, predicatore don Kannan Louis parroco salesiano. Insieme alle autorità cittadine erano presenti fedeli di tutte le parrocchie di Colle, segno che la Chiesa Madre è tornata ad essere il centro aggregante della Fede nella città.
“E’ stata la scommessa pastorale degli ultimi dieci anni: il duomo è tornato ad essere il centro celebrativo delle solennità dapprima per le parrocchie di borgo e castello, quindi delle Grazie, Campiglia e Quartaia. Dopo gli anni bui susseguenti alla soppressione della seppur recente diocesi di Colle di Val d’Elsa la cattedrale è oggi anche il luogo della celebrazione dei battesimi di tutte le parrocchie di Colle Alta con il suo fonte battesimale” conferma Monsignor Acampa.
Dopo la celebrazione del Vespro e della Santa Messa è stato il momento dell’illustrazione dei lavori di restauro che da circa un anno si sono svolti all’esterno (coperture) e all’interno della chiesa.
“La trascuratezza nelle manutenzione degli ultimi trent’anni derivava proprio dalla mancanza di vita liturgica e pastorale in questa chiesa. Da dieci anni a questa parte c’è stata un’inversione di tendenza che trova il suo apice in questi lavori resisi necessari a causa del degrado delle coperture” ha affermato don Giuseppe. “Molti ammaloramenti degli intonaci erano dovuti alle infiltrazioni. Poco prima del restauro abbiamo subito anche il crollo di parte del cannicciato della volta sul presbiterio” descrive l’Architetto Damiano Cerami.
Don Andrea Bechi è intervenuto in rappresentanza dell’Arcivescovo quale Delegato per i Beni Culturali. “E’ il segno della fede della città ed è molto significativa la grande e diffusa partecipazione a questa liturgia di riapertura. Dobbiamo ringraziarci vicendevolmente per aver messo la nostra firma assegnando l’ottopermille alla Chiesa Cattolica altrimenti questo intervento non sarebbe stato possibile”.

Author: Alberto Laschi

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