La seconda giornata del Convegno Pastorale Diocesano

La seconda giornata del Convegno Pastorale diocesano <Quale cammino per la nostra Chiesa?>, tenutasi a Montarioso domenica 22 ottobre, è iniziata con la lettura e la riflessione del brano del Vangelo di Marco (1, 16-20): <Li chiamò. Ed essi… lo seguirono>.
Nasce la Chiesa, <sacramento di salvezza> (Lumen Gentium 48), unione della Parola e del segno visibile, la comunità dei discepoli.
Immagine viva e concreta del Regno di Dio, segno della Sua presenza, è anche oggi la Chiesa, pur con le sue imperfezioni e le sue difficoltà.
Di questa Comunità, impegnata ad annunciare il Vangelo a servizio di tutta l’umanità ha parlato a lungo Sua Eccellenza Monsignor Arcivescovo Antonio Buoncristiani, facendo particolare riferimento alla nostra Chiesa locale.
In un cambiamento d’epoca nuove sfide, talora difficili da comprendere, si presentano alla cristianità.
Il tema di una nuova evangelizzazione, di un’azione missionaria tra la nostra gente, di un nuovo umanesimo- ha detto l’Arcivescovo- è stato più volte trattato nei vari Convegni ecclesiali, dai Papi conciliari, nella nostra stessa Comunità locale.
A differenza degli anni ’60, però, quando si coltivavano speranze di cambiamenti ed attese utopiche, oggi emerge una certa perplessità verso il futuro.
Non si tratta, infatti, al momento attuale, di creare organizzazioni nuove ma di essere testimoni nella vita reale, si tratta di riscoprire il nostro Battesimo e di proclamare il Vangelo, noi laici, che abbiamo ereditato una Chiesa fin troppo clericale.
Si tratta di seguire la via dei primi cristiani, descritta negli Atti degli Apostoli, la via dell’ascolto della Parola, della fraternità operosa, dell’Eucarestia, della preghiera.
Tutti, insieme, come popolo dobbiamo riscrivere i tratti fondamentali della nostra esperienza di fede per parlare all’uomo d’oggi, soprattutto a colui che la fede non l’ha mai incontrata.
<Discernimento> quindi, come dice Papa Francesco, per cogliere l’azione dinamica di Dio nella storia, per avvertire i bisogni emergenti da una società secolarizzata eppure in continuo anelito di valori significativi.
Discernimento comunitario che comprenda docilità dello spirito, umile ricerca della volontà di Dio, ascolto fedele della Parola, valorizzazione dei carismi, creatività spirituale, missionaria, culturale, sociale ed obbedienza ai Pastori.
Discernimento che diviene scuola di vita cristiana, occasione per riflettere sui problemi, per suggerire, decidere.
Ma noi siamo un segno?- si è chiesto l’Arcivescovo passando concretamente ad esaminare la realtà della nostra Diocesi.
Diocesi di media grandezza, con una popolazione di circa 180 mila abitanti, che, secondo un’indagine di quattro anni fa conta il 69% di cattolici, 18% di indifferenti, 14% di atei contro una realtà italiana che raggiunge il 14% sommando indifferenti ed atei.
Ma i dati sono ancora più allarmanti se ci riferiamo alla presenza alla Messa domenicale (24% in Diocesi contro 33% in Italia) ed alla professione delle fondamentali verità cristiane, tanto che gran parte dei<credenti> nutre dubbi su Gesù <vero Dio e vero uomo >, sulla presenza reale del Signore nell’Eucarestia, sulla resurrezione finale, sulla Chiesa voluta da Dio e fondata da Gesù Cristo.
Davanti ad un’evidente carenza di formazione cristiana, che conduce anche alla mancanza di preghiera, al relativismo, al disconoscimento della famiglia fondata sul sacramento del matrimonio, dobbiamo riconoscere che ci troviamo realmente in una terra di missione.
Questo quadro della realtà non deve però scoraggiarci; la Chiesa ha vissuto sempre fasi alterne, dalle crisi ne è uscita rafforzata, le difficoltà, con la grazia di Dio, possono essere fonte di cambiamento- ha detto Monsignor Arcivescovo.
Non deve scoraggiarsi la Chiesa di Siena, dove tutta l’arte parla del sacro, dove molti Santi hanno percorso le strade del nostro territorio; c’è solo da effettuare un cammino insieme, un cammino sinodale, presbiteri e laici, per ricostruire la cristianità di un popolo.
Ci sono operazioni da svolgere (alcune già attuate), come la revisione del territorio relativa alle vicarie, alle parrocchie, non tanto per la mancanza di sacerdoti (in progressiva diminuzione, ma sempre in posizione ottimale rispetto agli standard europei) quanto per una più efficace azione pastorale- ha continuato Sua Eccellenza.
Ci saranno riunioni a livello di zone, con il Vescovo ed il suo Vicario, per capire le necessità della gente, per concentrare l’attenzione sulle famiglie, sui giovani, per riformulare catechesi per bambini, ragazzi e per riproporre una catechesi per adulti, attraverso lectio divina, scuola per operatori pastorali, scuola di preghiera.
Una nuova evangelizzazione è indispensabile per la nostra realtà locale; un’azione di conversione che deve coinvolgere tutti i battezzati si potrà realizzare con l’opera dello Spirito Santo, costantemente invocato con la nostra umile ma insistente preghiera.

Author: Alberto Laschi

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