Don Maurizio Pallù, missionario in Nigeria, ospite nella chiesa di Santa Maria al Portico in Fontegiusta

Don Maurizio Pallù, missionario in Nigeria, è stato ospite lunedì scorso nella chiesa di Santa Maria al Portico in Fontegiusta, per un incontro promosso dal Cammino Neocatecumenale di Siena e Poggibonsi. A Siena il Cammino Neocatecumenale ha sede nella Parrocchia di Santa Petronilla e infatti la serata è stata possibile grazie alla disponibilità del parroco don Dino Arciero. Erano presenti anche alcuni abitanti della Parrocchia di San Bartolomeo in Tuto di Scandicci. Don Maurizio ha raccontato agli oltre duecento intervenuti, la sua esperienza di missionario in Nigeria, un paese di duecento milioni di abitanti di cui novanta milioni di fede cristiana, dove le cronache ci raccontano spesso di attentati nelle chiese cristiane, in modo particolare la domenica, durante o all’uscita delle celebrazioni eucaristiche. Il 12 ottobre scorso, in compagnia di due catechisti, un ragazzo ed una ragazza, don Maurizio fu rapito in Nigeria, mentre si recava ad una celebrazione, nel corso della quale i vescovi nigeriani rinnovavano la consacrazione della Nigeria alla Vergine Maria. “Ci hanno aggredito, sparando con un mitra e ci hanno portato nel bosco, dove abbiamo camminato per quattro ore. Eravamo legati con una catena. Ho pensato: qui c’è il demonio – dice don Maurizio – ma la Madonna è stata più forte”. In quei tragici momenti don Maurizio aveva una sola “arma di difesa”: un rosario proveniente da Fatima, un rosario dal quale non si separa mai. Il gruppo dei rapitori erano tutti musulmani, uno era particolarmente sanguinario ed ha più volte bastonato il ragazzo, mentre la ragazza è stata abusata. Questo atteggiamento estremamente violento non era ben visto nemmeno dal capo di questi rapitori. Don Maurizio iniziò a pregare la Madonna che facesse il miracolo, che andasse via il “sanguinario”, come infatti andò via con grande sollievo per tutti, anche per gli altri componenti del gruppo dei rapitori. “Dopo iniziai a parlare con il capo del gruppo – continua don Maurizio – alla fine mi disse: prega anche per me. E’ stata la più bella catechesi che ho fatto”. Era il venerdì, la domenica successiva furono tutti liberati. In quei momenti difficili don Maurizio promise alla Madonna di raddoppiare lo zelo per annunciare il Vangelo e nel concludere l’incontro nella chiesa di Fontegiusta, ha chiesto a tutti i presenti di pregare per lui affinché la Madonna gli dia la forza di continuare la sua opera di evangelizzazione in questo paese, la Nigeria, dove la corruzione è dilagante, dove la vita quotidiana è caratterizzata da tensioni tribali e grande rivalità tra cristiani e musulmani e dove don Maurizio a dicembre tornerà per continuare l’opera di evangelizzazione.

Durante l’incontro don Pallù ha anche parlato dei mali della nostra società occidentale, caratterizzata sempre più dal ripiegarsi su se stessi, dove l’abuso di alcool e droghe è sempre più forte e dove l’uso, o meglio l’abuso dei telefonini, porta ad isolarsi e a non cercare più l’incontro con l’atro, andiamo verso l’incapacità di relazionarsi. Ci isoliamo sempre più, perché non vogliamo confrontarci per paura delle nostre debolezze, per paura di non essere “in”. Nella nostra società, in particolar modo i giovani, non accettano più i fallimenti, che invece sono quelli che fanno crescere. Assistiamo sempre più spesso a giovani coppie che non vivono più l’esperienza di vita insieme come prima, ma si vedono solo due giorni a settimana, per poi ognuno tornare alle proprie occupazioni e alla propria vita individuale. In questo modo non si formano le famiglie. “Ricordatevi – ha detto don Maurizio –  che il luogo dove si combatte la battaglia è nel luogo dove ci troviamo, dove Dio ci ha posto, ciascuno nel proprio ambiente”.

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Author: Alberto Laschi

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