Le iniziative organizzate in memoria di Mons. Luigi Mori


Vent’anni fa moriva mons. Luigi Mori, presbitero esemplare della nostra diocesi.

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“Anticipatore e instancabile propugnatore delle problematiche conciliari: Il rapporto cultura e Fede, specie in ambito universitario, la pace, l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, la dialettica chiesa mondo, la ministerialità e la chiesa particolare.”

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Ecco le iniziative organizzate in sua memoria:

 

* lunedì 27 novembre, nella chiesa di San Cristoforo, l’arcivescovo celebrerà la santa messa alle ore 18.

 

*mercoledì 29 novembre, nella sala capitolare di san Domenico, alle ore 17,30, una tavola rotonda affronterà un tema di attualità, così caro a don Mori, Riconciliarsi per testimoniare il vangelo: prospettive ecumeniche per il terzo millennio. Interverranno il pastore valdese Paolo Ricca ed il direttore dell’Ufficio per l’Ecumenismo della CEI, don Cristiano Bettega. La tavola rotonda è promossa insieme da Ufficio Scuola, Ufficio Ecumenismo, Ufficio Pastorale Scolastica

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Nel libro dedicato a Mons. Luigi Mori, il nostro arcivescovo, che lo aveva conosciuto in quanto entrambi studenti del Collegio Capranica, seppur in anni lontani, così scriveva nella sua prefazione: “Tutti noi sapevamo di avere a Siena due “capranicensi di razza”, monsignor Enrico Petrilli e monsignor Luigi Mori che non mancavano mai di essere presenti nei momenti più importanti della vita del collegio, specie nella festa di Sant’Agnese. Essi, insieme a tanti altri, erano gli esempi che ci venivano indicati come testimonianze di dedizione e di servizio alla chiesa. … Prete con una formazione solida preconciliare, che ha però saputo accogliere, con semplicità e autenticità coerente, il rinnovamento che la chiesa universale si proponeva. … “Compagno di viaggio” che si poneva accanto alla gente con una vicinanza che non era semplicemente umana, ma portatrice di un di più, di un orizzonte ulteriore, divino. Il segno di quest’Altro erano le ore passate in confessionale a San Martino …  Il grande desiderio di far sì che Dio trovasse spazio nella casa degli uomini, nel loro lavoro, nel loro studio. … Dialogava con gli studenti e professori universitari, con gli ebrei, con gli evangelici. L’impegno di don Luigi su tanti fronti, dal compito educativo in seminario all’incarico di Vicario giudiziale, dalla ricerca della Pace e all’Unità dei Cristiani, all’università, all’attenzione per i poveri, si spiegano proprio a partire da questa esigenza: Essere luce e sale, portare in tutto ciò che vive la vita che è Cristo. La nostra gente, oggi, sente ancor di più il bisogno ed anche la nostalgia di una compagnia autentica, che sappia offrire conforto, unità di vita e pace interiore.” (Quaderno n. 5 della Fondazione Mons. Orlando Donati)

 

Il libro fu presentato nel 2007, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Siena con la partecipazione del vescovo Vincenzo Paglia, allora presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo, di Siluan Span, tuttora vescovo per l’Italia della chiesa ortodossa rumena, del compianto pastore Domenico Maselli, allora presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia. Il suo legame con il mondo universitario fu veramente significativo, don Mori, così lo chiamavano i suoi fucini, fu autentico riferimento spirituale per generazioni di studenti e di professori: al suo funerale in cattedrale era presente il labaro dell’Università.

 

Chi l’ha conosciuto lo riconosce facilmente nelle pennellate essenziali dell’arcivescovo e sembra di incontrarlo ancora a piedi nelle vie di Siena con la sua borsa nera, salutato o fermo a parlare con qualcuno, dalla sede della FUCI in piazza san Francesco alla Cattedrale, alla curia, all’ospedale, dalla Sinagoga al Tempio valdese, passando per l’università e dalla sede della Caritas; penso che non ci sia vicolo che non abbia percorso per andare a trovare qualcuno, fosse uno studente o una famiglia in difficoltà.

 

Don Mori era nato nel 1913 a Vignale, nel comune di Castellina in Chianti. Entrato in seminario a Siena, fu mandato liceale a Roma per studiare filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, dove conseguì il dottorato in teologia; sono quelli gli anni del Capranica. Ordinato presbitero nella basilica di S. Giovani in Laterano, nel 1942 rientrò a Siena, dove iniziò la sua instancabile attività pastorale, dalla parrocchia alla diocesi, a trecentosessanta gradi; più di una volta mi sono domandato quale ambito avesse potuto registrare la sua assenza, ma sinceramente, scandagliando i ventisette anni che gli sono stato accanto e documentandomi per gli anni precedenti, non l’ho trovato. Anche problematiche di grande attualità, quali l’accoglienza dello straniero, spesso appartenente ad altre religioni, l’avevano visto attivo già negli anni sessanta per conto del Ministero degli Affari Esteri a seguito di progetti di formazione in collaborazione con i popoli di nuova indipendenza dell’Africa e dell’Asia.

 

Permettetemi che faccia una sottolineatura: Don Mori fu un pioniere dell’Ecumenismo, sono le carte che lo documentano, dal momento che dal 1943, l’anno successivo al suo rientro da Roma, iniziò a celebrare in diocesi l’“Ottavario di preghiera per l’Unità dei cristiani”. Ma fu anche testimone di Ecumenismo, come hanno affermato molti che in Italia l’hanno conosciuto, la preghiera per l’Unità di Gesù era divenuta la sua preghiera “Ut Unum sint”.

 

Fu teologo e pastore sempre all’altezza dei tempi, per ben 57 anni. Sempre innamorato di Dio, della Chiesa, dell’Uomo!

 

Author: Alberto Laschi

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