percorso: Home Page » Identità » La Chiesa senese

Le Origini della Chiesa di Siena


Alcune asce di bronzo, rinvenute presso Porta Pispini, attestano la più antica presenza umana nel sito di Siena fra i secoli XI - X a.C.

L'agglomerato urbano in epoca etrusca non fu particolarmente significativo: Siena si trovava sotto il controllo politico di Volterra, e proprio dalla famiglia volterrana Saina potrebbe aver ricevuto il nome.

Entrata a far parte dello stato romano, si ritiene che Siena abbia acquistato la cittadinanza romana in base alla Lex Julia de civitate di Cinna, sia stata poi elevata a municipio autonomo e iscritta alla tribù Oufentina dai censori dell'anno 86 a.C. , L. Marcio Filippo e M. Perperna.

Colonia militare al tempo di Augusto, si chiamò Saena Julia.

Secondo la tradizione, il giovane Ansano, romano, portò a Siena l'annunzio del Vangelo, e morì martire nel 303, durante la persecuzione di Diocleziano. Un tempio, documentato intorno al 550, edificato sul luogo del martirio e contenente il suo corpo, testimonia la storicità del Battista dei senesi.

Il 2 settembre 1260, vigilia della strepitosa vittoria di Montaperti, il sindaco Buonaguida Lucari ed il vescovo Tommaso consacrarono la città e lo stato senese alla Madonna e posero le chiavi della città sull'altare del Duomo dedicato alla Vergine; l'atto di consacrazione fu rogato ufficialmente da un notaio. Da allora la Madonna è considerata la regina e castellana di Siena.

Dopo la battaglia di Montaperti venne deciso di coniare una nuova moneta, in argento, con la scritta: Sena Civitas Virginis. Fu anche stabilito che il 15 di agosto venisse commemorata in modo solenne la consacrazione di Siena e del suo stato a Maria Vergine. Così, per secoli, fino alla caduta della Repubblica, ogni città, castello e consorteria dello stato inviava a Siena una rappresentanza con ceri votivi che, al termine di un corteo per le vie cittadine, venivano offerti in duomo alla Madonna, in un gesto di valenza religiosa e politica.

L'atto di affidamento dell'Arcidiocesi alla Madonna è stato ripetuto nei momenti cruciali della sua storia, come nella seconda guerra mondiale.