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SIENA, IL CARD. LOJUDICE HA VISITATO LA SINAGOGA. AD ACCOGLIERLO IL RABBINO CAPO GADI PIPERNO

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“La pandemia prima ed il terremoto dopo avevano impedito che l’arcivescovo visitasse la sinagoga ed incontrasse la Comunità. Ecco che giovedì scorso 19 marzo 2026, con alcune persone, abbiamo varcato la soglia della Sinagoga nel vicolo delle Scotte, che portava nel ghetto di Siena. territorio della contrada della Torre.

Ad accogliere l’arcivescovo il rabbino capo di Firenze Gadi Piperno ed alcuni membri della comunità di Siena. Dagli inizi del secolo scorso infatti la comunità di Siena si è unita a quella di Firenze per i pochi membri. Ci siamo seduti nell’aula della preghiera e Anna Di Castro, moglie di Lamberto Piperno, ha descritto l’ambiente finemente decorato. E’ opera dell’architetto fiorentino Del Rosso, di estrazione cristiana come tutte le maestranze. Mirabile la “Gloria” nel soffitto che presenta le Tavole della Legge. La presenza di ebrei a Siena è documentata sin dai primi decenni del 1200, successivamente arrivarono ebrei dal nord Europa e dalla Spagna.

Il rabbino è salito poi all’Arca Santa (Aron) il luogo dove si conservano i rotoli manoscritti della Torah, ancora usati per la Preghiera, ha tirato la tenda, ha aperto la porta e li ha mostrati all’arcivescovo che era salito con lui. Alcuni sono preziosi ed anche antichi, un vero patrimonio. E’ stata poi mostrato “Il trono del profeta Elia” un vero gioiello usato per le circoncisioni, vi siedeva il padrino che teneva in collo il bambino. In legno di noce intagliato e scritte bibliche, riporta anche la sigla SB di uno degli artisti Salvatore Barni. Significative le cassette murate per la raccolta delle offerte per i poveri, ciascuna con una finalità specifica, vera espressione di una carità anonima.

Siamo poi rientrati nell’Aula della preghiera e prima di salutarci – in attesa di prossimi appuntamenti che rabbino e arcivescovo hanno lasciato intendere – è stato letto il salmo 19 (18) “I cieli narrano la gloria di Dio…”, in ebraico dal rabbino ed in italiano dall’arcivescovo. Al termine ho ringraziato entrambi per aver prestato la voce alle parole del salmo che come si legge “la loro voce non si ode – anche se – il loro suono si diffonde per tutta la terra”. Ho quindi invitato tutti ad alcuni momenti di intenso silenzio, facendo nostro l’insegnamento di Dio, specialmente quando le nostre parole sono sfilacciate e banali: spesso il Silenzio è più eloquente e raggiunge direttamente Dio.

Renato Rossi diacono, Servizio Ecumenismo e dialogo interreligioso.

 

 

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