Una bella giornata di confronto per ricucire il dialogo tra generazioni e affrontare le sfide educative del presente. Ieri Colle ha ospitato Antonio Coluccia, sacerdote da anni in prima linea a Roma nella lotta contro droga e dipendenze.
L’iniziativa, promossa insieme ai Salesiani Don Bosco, dall’Arcidiocesi e dal comune di Colle di Val D’Elsa è stata un’occasione per riflettere sulla costruzione di un nuovo patto educativo tra generazioni. La mattina don Coluccia ha incontrato gli studenti delle scuole del territorio. Nel pomeriggio, l’incontro “Tra boomer e generazione Alfa, patto per il futuro” aperto al pubblico.
Presente il sindaco di Colle Piero Pii, Marco Busini presidente della delegazione di Siena degli Industriali e naturalmente il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, ma anche il Questore Ugo Angeloni e la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti. Ha coordinato don Maurizio Verlezza, salesiano e coordinatore del progetto.
“Ringrazio i salesiani – afferma Don Antonio Coluccia – per il gran ben che fanno in questo territorio come tutte le parrocchie. Qui a Colle abbiamo avuto modo di incontrare gli studenti valdelsani ed abbiamo anche parlato del fenomeno della droga e questo territorio non ne è esente. Purtroppo la droga è democratica e verticistica, tutti i soldi del narcotraffico servono per finanziare i terroristi. La lotta alla droga deve essere prima di tutto una battaglia culturale. Dobbiamo puntare sul valore della vita umana, come detto anche alle scuole di Colle, dobbiamo dire ai nostri fratelli non italiani di fare attenzione e non cadere schiavi dei clan italiani che hanno tutto l’interesse in questi territori per lo spaccio della droga, questo attestato anche dalle notizie di cronaca. Dobbiamo far capire ai ragazzi che la droga stessa non ha mai reso felice nessuno. L’uso delle sostanze stupefacenti riduce una parte della corteccia celebrale. Non è vero che la droga ti dona futuro, ma te lo ruba e ti annienta il respiro. Ai ragazzi dico: la vita è stupefacente, non le sostanze”.
“È fondamentale un dialogo costante con il territorio, con il comune e con tutte le istituzioni presenti – afferma il Cardinale -. Come comunità cristiana dobbiamo essere in grado di dialogare con tutti questi attori, perché solo così possiamo affrontare i problemi ed offrire anche ai più giovani, come dimostrato nell’incontro con le scuole, una visione anche diversa della vita attraverso esempi, dei testimoni e dei racconti di concretezza. Solo così possiamo imprimere e lasciare un’impronta positiva nelle menti e nei cuori dei giovani”.
Fonte: La Nazione.
Fotografie: dell’Ufficio Comunicazioni sociali dell’arcidiocesi.






