Sono state due le celebrazioni che si sono tenute ieri, nel giorno della festa liturgica di Santa Caterina da Siena: la prima alle ore 11, Santuario-Casa di S. Caterina in Fontebranda, alla presenza del sindaco di Siena, della vice prefetto e delle autorità civili e militari.
Al pomeriggio alle 18, invece, la celebrazione si è tenuta a San Domenico, alla presenza del prefetto e delle autorità civili e militari. Il card. Augusto Paolo Lojudice, nell’omelia, ha sottolineato come “vivere la festa della nostra Santa Caterina, dottore della Chiesa, compatrona d’Italia e d’Europa, conosciuta e venerata nel mondo intero, sia qualcosa di sostanziale e di grande rilievo per la nostra città”, e ha ricordato la sua proclamazione a patrona d’Italia con S. Francesco. Ha invitato a imitare la vita interiore dei due grandi Santi che, in epoche diverse, si adoperarono per la pace e la concordia nelle loro città, nel nostro Paese, nel mondo, nella Chiesa. E si è rivolto anche ai sacerdoti per i quali Santa Caterina ebbe più volte parole di esortazione alla responsabilità, alla guida del popolo, all’annuncio del lieto evento della salvezza. Alla luce del brano del Vangelo di Matteo (cap.27) ha ricordato l’invito di Gesù ad andare da Lui per avere conforto quando si è affaticati ed oppressi ed ha sottolineato la preghiera come unico modo per elaborare qualsiasi insuccesso.




