Nel corso dell’iniziativa “Giusti in Valdelsa” che si è tenuta domenica scorsa presso il Teatro del Popolo di Colle Val d’Elsa, c’è stato il ricordo commovente della storia delle sorelle Fargion, nascoste al mulino del Sasso nel bosco di Campiglio di Colle Val d’Elsa, durante le persecuzioni razziali.
Raccontando le vicende delle due universitarie livornesi – Maria Luisa si era laureata in lettere a Pisa nel 1942 con una tesi su Carlo Bini, livornese, della prima metà dell’ottocento, letterato, aderente alla Giovane Italia pubblicata sotto il falso nome Luisa Mari a motivo delle leggi razziali – il diacono Renato Rossi ha letto alcuni passaggi del romanzo “Alle acque tranquille”, in particolare il riferimento al salmo 23 “Il Signore è il mio pastore”. Erano anni in cui le acque erano agitate ma la fede nell’Eterno non fa temere. Anche il salmo 91 trova spazio e diventa oggetto di riflessione condivisa fra le sorelle: non si tratta di una conquista umana ma è solo per grazia e solo un dono.
Sono stati letti messaggi pervenuti da varie Istituzioni che le hanno conosciute. Daniele Tozzi, assessore alla cultura del comune di Colle di Val d’Elsa, ha anche annunciato il progetto di costruire un monumento a ricordo delle luci che hanno squarciato il buio di quegli anni.
Daniele Molho, cugino di secondo grado delle sorelle, ha presentato il sito Fargion.it – già realizzato da Vasco Caini, matematico e fisico delle università di Pisa e Siena – che contiene tutte le opere letterarie delle ragazze frutto di grande fecondità.
Infine il cardinale Augusto Paolo Lojudice ha sottolineato come questi cinque appuntamenti abbiano costituito un vero e proprio itinerario spirituale e come sia importante la sinergia fra Istituzioni nel servizio alla popolazione di un territorio.
Ha portato il saluto ufficiale della comunità ebraica di Firenze-Siena Lamberto Piperno.

