Commemorazione dei Defunti

benedizione tombe Laterino

In occasione della commemorazione dei defunti, 2 novembre,  in un mondo in cui una rivoluzione copernicana sembra essersi compiuta, per la perdita di alcuni valori, come il senso cristiano del trapasso, la preghiera per le anime del Purgatorio ecc…, vengono poste alcune domande a chi si occupa del culto dei morti, a gente comune che si reca al cimitero alla tomba dei propri cari.

É Andrea Valboni,  Provveditore dell’ Arciconfraternita della Misericordia di Siena, il primo a parlare.

-Le Confraternite ed in particolare l’Arciconfraternita della Misericordia , per tradizione, vocazione e statuto si sono sempre occupate del culto dei morti.

<Seppellire i morti> è una delle opere di misericordia corporali.

Cosa avviene oggi?

-Si continua questa antica tradizione di prendersi cura dei defunti, soprattutto dei Confratelli che vengono accompagnati nel nostro camposanto.

Oggi ci sono diverse imprese di pompe funebri <laiche>che esplicano il servizio per i defunti. Quali sono le differenze tra queste e la Misericordia?

-Il servizio della nostra Confraternita, di tradizione e sentimenti profondamente cristiani,oggi,a differenza del passato, è legato esclusivamente al trasporto. Lavoriamo  con le varie agenzie che hanno il compito di espletare altre funzioni, relative al defunto ed alle pratiche richieste. Sono distinte mansioni.

-C’è del personale volontario?

-No, ormai è difficile trovare volontari per il servizio funebre, da molti anni non ci sono più, del resto, ai nostri giorni è necessaria una copertura, occorre rispettare regole per la sicurezza del lavoro secondo la normativa vigente.

Per il trasporto delle salme ci sono persone con le quali abbiamo un rapporto di collaborazione.

-Quali iniziative per la commemorazione dei defunti?

-Presidio sul cimitero monumentale, nostro fiore all’occhiello, un museo a cielo aperto nel territorio, poi  attenzione al decoro ed alla permanenza di condizioni dignitose.

Come da tradizione la mattina del 2 novembre si celebrano i caduti di guerra, alla presenza delle forze armate con Santa Messa presieduta dal Cappellano militare, nel pomeriggio ha luogo la benedizione delle tombe e la celebrazione eucaristica, nella nostra chiesa, da parte dell’Arcivescovo.

-Interventi futuri?

-Poiché, come dicevo, il camposanto custodisce tanti tesori artistici (che neppure i senesi conoscono) sarebbe bello far diventare questo luogo un museo come la Certosa di Bologna, Staglieno a Genova, il cimitero monumentale di Milano.

C’è richiesta proveniente da amanti dell’arte anche stranieri.

-Ci sono molte persone che vengono alle tombe dei propri cari?

Vedo, abitando nelle vicinanze, che c’è un afflusso abbastanza costante di persone in tutto il periodo dell’anno, accentuato in questo tempo, naturalmente.

Esiste ancora il culto dei morti: i fiori sulle tombe sono sempre freschi.

Anche al cimitero comunale del Laterino, dove il giorno dei Santi l’arcivescovo Lojudice ha benedetto le tombe ed officiato la Messa, si è recata molta gente in questi giorni.

-Per me oggi è un giorno bellissimo-dice Luz– siamo qui con i nostri cari che ci stanno guardando dal cielo, con i nostri parenti, amici che già godono della gloria di Dio. Santi. É desiderio di tutti diventare santi, una meta che si può raggiungere, rinunciando al nostro io e cercando di vivere nella divina volontà.

-Celebriamo la Pasqua-afferma don Franco che officia la cappella del camposanto.

Il cristiano davanti alla tomba pensa alla resurrezione, il cristiano recita nel Credo <aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà>.

Come il Signore è risorto, anche noi risorgeremo:è la nostra speranza, la nostra fede.

-Siamo qui trasportati dalla nostra fede, a pregare in questo luogo perché il Signore accolga i nostri cari defunti tra le sue braccia, ad essere insieme comunione dei Santi-dice Emma- giunta per la S. Messa presieduta dall’Arcivescovo.

Anche Monsignor Lojudice, nell’omelia, ha ricordato che la visita al cimitero deve essere momento di riflessione per tutti noi, pellegrini sulla terra,in cammino verso la terra promessa, dove regna la vera pace, la pace del Signore risorto.

In Cattedrale, poi, nel giorno dei defunti,nella celebrazione eucaristica,l’Arcivescovo ha sottolineato la necessità di far memoria del passato, ricordando nella preghiera coloro che ci hanno preceduto, la condivisione di esperienze positive e negative, le difficoltà avute con le persone alle quali non abbiamo potuto chiedere perdono.

Con la memoria la speranza della vita oltre la morte, là dove c’è amore che ci aspetta. Passato e futuro, mentre nel presente le beatitudini evangeliche ci indicano il percorso da seguire, sono <luci che ci accompagnano nel nostro cammino>.

 

Maria Teresa Stefanelli

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