I giovani al centro del confronto sulla pace. È questo il cuore di “Costruire la Pace– Dialogo tra Chiesa, Istituzioni e Giovani”, l’iniziativa che si è tenuta questa mattina al Cinema Teatro Sant’Agostino di Colle di Val d’Elsa.
L’incontro è stato promosso dal Comune di Colle di Val d’Elsa, dalla Diocesi di Siena, dalla Comunità Salesiana di Colle di Val d’Elsa e dalla Pro Loco, con il coinvolgimento degli istituti di istruzione superiore del territorio. Protagonisti della mattinata saranno in particolare gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio, chiamati a partecipare non soltanto come spettatori, ma come parte attiva di un dialogo dedicato a un tema che riguarda il presente e il futuro della comunità.
A confrontarsi con i giovani sono intervenuti il Cardinale Augusto Paolo Lojudice e Padre Bernardo Francesco Maria Gianni, Priore della Comunità di San Miniato al Monte.
L’iniziativa nasce dalla volontà di affrontare il tema della pace non soltanto come assenza di conflitti, ma come costruzione quotidiana di relazioni fondate sul rispetto, sull’ascolto, sulla giustizia e sulla responsabilità verso gli altri. Una prospettiva che coinvolge l’intera società e che assume un valore particolare nel rapporto con le giovani generazioni.
Qui di seguito un estratto dell’articolo che uscirà sul prossimo numero del SICOMORO a firma di Lorenzo Sbolgi.
L’aura da eterno romantico che lo circonda da sempre trova ogni volta conferme anche nelle sue parole: e così ascoltare padre Bernardo Gianni, Priore della Comunità di San Miniato al Monte, diventa un momento di riflessione ed esercizio spirituale. Anche quando l’argomento trattato è l’esatto contrario: la guerra. Ma visto che il contrario è pace, qui si entra nel suo contesto principale. E’ su questo tema che Padre Bernardo dà il meglio di sé, accettando provocazioni e replicando con parole sagge e piene di calore. Cuore è la parola chiave per parlare di pace. Lo ha ripetuto più volte, ai microfoni di Mia Radio Siena (l’emittente radiofonica diocesana) e a quelli del teatro di San’Agostino a Colle Val’dElsa, dove è stato protagonista di un mirabile faccia a faccia con il cardinale Lojudice. “Pace non troviamo se non c’è una vera e propria conversione dei cuori”. E’ la risposta del monaco benedettino a chi gli pone la domanda su quanti si riempiano la bocca con la parola pace per poi dedicarsi scoprire che si parla di finanziamenti per il riarmo, di dirette streaming su esecuzioni della pena di morte e servizi sempre più truci dai fronti di guerra. “Serve prima di tutto un’evoluzione culturale e sociale del nostro modo di rapportarci con gli altri. Disarmando le istintività aggressive e vendicative che purtroppo sembrano segnare la sensibilità umana con conseguenze che sfociano anche nella spettacolarizzazione del male per male, della vendetta che porta con sé logiche di guerra che se anche non utilizziamo armi di fatto alimentiamo quell’ombra di noi che se per puro caso trovasse un’arma arriverebbe ad usarla, come per altro spesso accade anche in famiglia.






