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XXVII Settimana per le Famiglie

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Al via la XXVII ° Settimana diocesana delle Famiglie

Con la S. Messa presieduta dall’Arcivescovo Lojudice, presso Sant’Antonio al Bosco, è iniziata la XXVII° Settimana delle Famiglie. Un’occasione di grazia per cominciare le attività e per festeggiare il 50° Anniversario di Sacerdozio di don Gaetano e don Sergio. La Parola introduce subito al tema della settimana “Scelte d’Amore: trame di Santità” e ci sprona con questo messaggio “Siate Santi, perché io, il Signore Dio vostro sono Santo”. Tutti siamo chiamati ad essere santi, vivendo con amore la nostra vita e offrendo a ciascuno la nostra testimonianza. Un atteggiamento di evangelizzazione che deve caratterizzare ogni momento della nostra vita, a partire dalla quotidianità, attraverso gesti piccoli ma ricchi di significato.
Alle ore 21 si è tenuta la Relazione della Dottoressa Antonella Anghinoni, con il titolo “Imperfetti: la santità passa per le nostre debolezze”. La santità è alla portata di tutti, basta abbandonarsi fiduciosi nelle mani del Signore e predisporre un cuore docile alla sua chiamata. Tutte le volte che Dio fa delle scelte, non c’è un perché. Dio agisce con amore, senza seguire le logiche umane. Dio non si stanca di creare legami, di fare storia con noi, di creare legami familiari.

Il secondo giorno, i bambini presenti al campo hanno partecipato nel pomeriggio ad un laboratorio animato dalla dottoressa Anghinoni. Grande partecipazione in serata per la consueta “pizza e cinema”. Dopo aver condiviso la pizza cotta nell’antico forno a legna sono stati proiettati  due film: “Solo cose belle”  per ragazzi ed adulti e “Coco” per i bambini più piccoli.  La visione dei film è stata particolarmente attenta e apprezzata anche per  buoni spunti di riflessione sul valore dell’appartenenza ad una famiglia

Mercoledì 4 settembre, ha partecipato alla Settimana delle Famiglie, Mons. Carlo Rocchetta, responsabile del Centro Familiare “Casa della Tenerezza” di Perugia. Mons. Rocchetta ha celebrato nel pomeriggio la S. Messa e ha tenuto dopo cena una relazione  proseguendo sul tema  “Scelte d’amore: trame di santità” e  approfondendo  il tema del giorno: “MEGLIO INSIEME”: Santità nella Comunità. Ha guidato gli ascoltatori partendo dall’osservazione che l’individualismo è il male di oggi, ma che qualsiasi cammino di santificazione  non può che passare attraverso l’ incontro e la vita comunitaria. La Croce stessa, come la figura umana, ha infatti due dimensioni: una verticale, che guarda verso Dio, ed una orizzontale, nella quale ci si apre all’abbraccio, all’altro. La santità è quindi un percorso comunitario, nel quale la nostra debolezza si incontra con la fonte della Grazia, ottenendo il risultato di renderci più umani e attenti agli altri e ai loro bisogni. Il lavoro da fare è quindi quello di promuovere la cultura della comunione e della corresponsabilità, per passare dall’io al noi ed essere davvero capaci di dono, accoglienza e condivisione. Interessanti le testimonianze di due gruppi di famiglie; quello di Poggibonsi e quello della Comunità dei Tufi. Il gruppo di famiglie di Poggibonsi, si è presentato raccontando la loro esperienza, nata nel 2003. Un gruppo di giovani coppie, provenienti da vari cammini parrocchiali hanno voluto unirsi e ritrovarsi per impegnarsi a vivere il sacramento matrimoniale alla luce del Vangelo. Molte erano le domande che li hanno spinti a costruire questo gruppo, supportati inizialmente da una coppia di sposi più grandi e da un frate di San lucchese. Il cammino è iniziato con la riflessione sul libro della Genesi e di Tobia. Successivamente il cammino è stato portato avanti in modo autonomo affrontando ogni anno un tema diverso, con l’aiuto spirituale di un sacerdote. Molti in questi anni i cammini percorsi; ci sono stati anni incentrati maggiormente sulla Parola di Dio, attraverso Lectio Divine, e anni in cui è stata privilegiata la preghiera personale e di coppia. Questo cammino sta continuando, con un incontro al mese nelle varie parrocchie di Poggibonsi, con grandi momenti di comunione e crescita umana e spirituale, aperta a tutte le famiglie.
Un cammino diverso quello della Comunità dei Tufi. Un gruppo di famiglie che già erano inserite in un cammino avviato, si sono riconosciute portatrici di un sogno comune. Un sogno condiviso da tutti, anche se provenienti da realtà diverse e cioè quello di sperimentare la vita di comunità. Don Cosimo, parroco di Monteroni d’Arbia, ha accompagnato il gruppo in un cammino di discernimento che è durato circa 10 anni, pregando insieme, riflettendo su vari testi della Sacra Scrittura. Un progetto condiviso dalla Diocesi che 5 anni fa si è concretizzato con una soluzione abitativa, nel complesso di San Matteo ai Tufi. In questo modo è stato possibile salvaguardare l’identità e l’intimità delle singole famiglie che era una condizione essenziale per il cammino che stavano facendo. Successivamente è stata creata anche una Associazione privata di fedeli riconosciuta anche dal Vescovo, con uno statuto, una regola di vita e un regolamento, in modo da concretizzare il carisma della comunità, fondata sulla preghiera e su uno stile di vita sobrio, mettendo Cristo al centro di tutto. Le famiglie protagoniste di questa esperienza sono sette, quattro residenti nel complesso dei Tufi e tre non residenti. Il concetto di diversità è importante durante la costituzione di una comunità. La diversità è fondamentale ed è vista come ricchezza e accettazione dell’altro, oltre ad essere una risorsa e una occasione di crescita. Mettendo in comune le nostre debolezze e fragilità si sperimenta l’essere comunità radicata sull’Amore. La comunità è chiamata a vivere il comandamento di Gesù “Ama il tuo prossimo” che si concretizza nell’aiuto vicendevole, nell’ascolto dei problemi e nella condivisione delle gioie. Il dimorare costantemente con Gesù è la specificità della Comunità.

Giovedì 5 settembre si è concluso con un momento particolarmente partecipato, la Via Lucis. La Via Lucis (dal latino, Via della Luce) è un rito liturgico – devozionale, nel quale si ricordano e si celebrano gli eventi della vita di Cristo e della Chiesa, dalla resurrezione di Gesù alla Pentecoste. Attraverso il pio esercizio della Via Lucis, i fedeli ricordano l’evento centrale della fede – la Risurrezione di Cristo – e la loro condizione di discepoli che nel Battesimo, sacramento pasquale, sono passati dalle tenebre del peccato alla luce della grazia.

Giornata a più voci quella di venerdì 6 settembre. La giornata ha avuto come tema ” Dove è tuo fratello?” e si è caratterizzata da uno spirito di riflessione sul concetto di prossimo attraverso uno sguardo ecumenico. Nel pomeriggio, un bel momento di preghiera ecumenica, animato dal diacono Renato Rossi dell’Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso della Diocesi e dalla pastora della Chiesa Metodista Mirella Manocchio. Alle ore 21, una tavola rotonda per confrontarsi sul tema della giornata e sugli spunti di riflessione emersi. Si sono alternati al microfono 4 personalità molto diverse tra loro ma accomunati dalla volontà di venire incontro ai bisogni degli “ultimi”. La già citata pastora Manocchio della Chiesa Metodista, Corinna De Leo e Nicola Checchi dell’Associazione Refugees Welcome, il giornalista Michele Brancale della Comunità di S.Egidio, Carlo e Monica della Comunità di Nomadelfia, hanno animato un ricco confronto di idee e di proposte, con tante esperienze personali di vita vera. Gestione dei “corridoi umanitari” dai paesi in guerra, accoglienza in famiglia degli immigrati, coinvolgimento della società civile nelle attività di volontariato, fraternità e condivisione vissuta come regola di vita; questi e tanti altri gli argomenti trattati.

 

 

 

 

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