I Cappuccini tornano a Poggio al Vento

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Sono passati quasi otto anni da quando i Cappuccini Toscani decisero di chiudere la fraternità di Poggio al Vento, ritirare i frati presenti e lasciare la parrocchia di Maria SS. Immacolata.

Ricordo lo sconcerto che l’evento determinò in tutti i parrocchiani che non compresero le ragioni di quell’abbandono e che si trovarono all’improvviso privi di una guida, di un pastore. Il ritiro fu deciso dai frati all’indomani dello shock causato dal grave incidente del novembre 2011 in Africa nel quale persero la vita Il Padre Provinciale, un missionario e Padre Corrado, che per lunghi anni, sino al 1998, era stato Parroco, assistente dell’Ordine Francescano Secolare e della Gioventù Francescana, da lui fondata a Siena. “L’orfanezza”, come direbbe Papa Francesco, durò 18 mesi, poi la Parrocchia fu affidata a un presbitero diocesano, Mons. Giovanni Zecca.

La Parrocchia, nata nel 1969, era cresciuta sotto l’ombra del grande albero Francescano e ne aveva respirato il carisma mantenendo al contempo uno stretto legame con la realtà diocesana di cui Padre Corrado, per volere dell’Arcivescovo Bonicelli, fu anche Vicario episcopale per la vita religiosa. I frati, nel tempo, erano stati i nostri padri e i nostri fratelli; l’affetto della gente di Poggio al Vento per i Cappuccini è legato a figure che hanno fatto la storia di quella realtà: Padre Vittorio Benucci, vice parroco sin dall’inizio, Padre Atanasio grande musicista, Padre Teobaldo direttore degli studenti, Padre Vittorio Matucci detto “Balicche” dai confratelli, Padre Sergio, Padre Bernardino, Padre Giovanni, Padre Giuseppe… E poi i “fratelli laici” non sacerdoti cioè, che condividevano con noi i “coretti” ai lati dell’altare durante le funzioni: Fra’ Valeriano, Fra’ Simplicio, Fra’ Innocenzo Vivi, un senese dell’Istrice, grande e grosso, cuoco della comunità che, allora, contava decine di confratelli.  Tanti frati, dagli anni sessanta dello scorso secolo al 2012, sono passati da Poggio al Vento seminando l’annuncio evangelico e fraternizzando con la gente, come è costume dei Cappuccini.

Poi la loro assenza, durata otto anni.

Nella XII domenica del tempo ordinario l’Arcivescovo Augusto Paolo è venuto a celebrare l’Eucaristia domenicale nella nostra Parrocchia. Alla fine della Messa Mons. Lojudice ha annunciato che, dopo un periodo caratterizzato da una fitta interlocuzione tra lui e il Padre Provinciale dei Frati, Padre Valerio Mauro, è stato concordato il rientro dei frati a Poggio al Vento con una piccola fraternità che, da settembre prossimo, si assumerà anche la cura della Parrocchia.

I fedeli presenti sono stati letteralmente presi in contropiede dall’annuncio: nessuno, infatti, anche dopo alcune tensioni, avrebbe immaginato che, dopo le decisioni del 2012, i frati sarebbero tornati. Ma subito dopo la Messa tra la gente e poi sui media è scoppiata la festa: evviva, applausi, sorrisi… di tutto! Viene in mente il Profeta Isaia: “ Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi, che annunzia la pace, messaggero di bene che annunzia la salvezza…”.

Si ricostituisce così a Siena la triplice presenza dei frati francescani. Il perché di questa gioiosa decisione non importa, non vale la pena indagare il perché di una cosa bella: E’ bella e basta! Quando tutte le parti si muovono nell’ottica dell’Annuncio, dell’amore del popolo di Dio, del dialogo, della generosità, della fraternità e non della contrapposizione, allora lo Spirito Santo entra nella storia… e fa miracoli.

A Poggio al Vento è successo un miracolo: a volte ritornano!

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