I° Quaresimale – “La Cattedrale e la comunità ecclesiale”

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Sono iniziati sabato 16 marzo i “Quaresimali in Duomo”, gli itinerari di vita spirituale che intendono, attraverso una catechesi, guidare i fedeli alla conoscenza ed alla meditazione su temi di fede, nel tempo forte dell’anno che ci prepara alla Santa Pasqua.
Il primo incontro, dal titolo <La Cattedrale e la comunità ecclesiale>, è stato tenuto da don Roberto Bianchini, parroco di San Martino, in sostituzione di Monsignor Arcivescovo, impossibilitato a partecipare per sopraggiunti improcrastinabili impegni.
Il sacerdote ha chiaramente spiegato il significato di Chiesa locale, realtà diocesana che solitamente insiste in un determinato territorio, ( con alcune eccezioni ad esempio come l’ordinariato militare che ha un proprio Ordinario ecclesiastico ).
<La Diocesi è una porzione di popolo di Dio, fatta di persone ed affidata ad un Vescovo, in un rapporto peculiare con il Romano Pontefice> ha detto don Bianchini.
<Dalla Chiesa locale possiamo risalire alla Chiesa universale, corpo mistico di Cristo, che non è la somma di tante piccole chiese, non è una federazione di varie realtà come nella Chiesa orientale, ma è caratterizzata dalla sua unicità, in comunione con la Chiesa di Roma, con il Santo Padre. Ogni Vescovo, successore degli Apostoli, è il centro visibile dell’unità della Diocesi, a lui sono affidati i compiti di insegnare, santificare, governare>.
Don Roberto ha sottolineato che l’esercizio di questi compiti episcopali avviene nella Cattedrale, la Chiesa Madre, dove si trova la <cattedra>, unica, ben visibile, dalla quale il Vescovo agisce come maestro, non attraverso lezioni, ma con le omelie, esortando a far divenire norma di vita la Parola del Vangelo.
Questo avviene soprattutto nelle predicazioni nei momenti solenni (i pontificali di un tempo), nelle celebrazioni principali dell’anno come la Santa Pasqua, il Natale, le festività dell’Assunta e del Patrono Sant’ Ansano per quanto riguarda la nostra Diocesi, occasioni in cui il Pastore si rivolge ai fedeli, a coloro che sono alla ricerca del divino, a tutti gli uomini e le donne del suo territorio.
Ma la Cattedrale acquista anche un altro spazio- ha continuato il relatore- quello di santificare: qui si <confezionano> i sacri misteri, i sacramenti, ad esempio spesso,qui, è somministrata la Confermazione, quasi sempre vi avviene l’ordinazione sacerdotale, qui si celebra la Messa crismale che vede i presbiteri, pur nelle differenze di ciascuno, unico corpo intorno al Vescovo, uniti in un’unica fede.
Infine al Vescovo è affidato il compito di governare, compito che esercita attraverso il discernimento, la decisionalità, l’operatività e la Cattedrale è luogo speciale di governo in alcuni atti di straordinaria importanza della vita diocesana come un Sinodo o un Giubileo.
E la Cattedrale è, poi, il luogo dell’ultima dimora dei Vescovi.
Quando l’editto napoleonico proibì la sepoltura nelle chiese, rimase l’eccezione per i Vescovi, uniti alla loro realtà come da relazione nuziale, legati anche dopo la morte alla propria Diocesi dove hanno insegnato, governato.
La Chiesa Madre, la Cattedrale accoglie, infatti, nel suo grembo i suoi Pastori.

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