Madonna di Fontegiusta – Nomina ufficiale per l’intronizzazione in Duomo

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Sabato 9 marzo, nella chiesa di Santa Maria in Portico a Fontegiusta, ha avuto luogo la sacra funzione di nomina, primo atto ufficiale che decreta l’immagine di Maria, Mater Devotionis, (la Madonna di Fontegiusta),appartenente all’omonima Venerabile Compagnia, all’intronizzazione sull’altar maggiore della Cattedrale per l’Ottavario in Albis 2019.
La Deputazione della Festa, le Compagnie Laicali, dopo una breve processione, hanno fatto ingresso nella chiesa dove il Correttore della Confraternita di Fontegiusta, padre Dino Arciero ha presieduto la Santa Messa.
Prima della celebrazione eucaristica il confratello Sergio Ghezzi ha illustrato la sacra immagine dal punto di vista storico.
Nella seconda metà del XIV secolo, nel gabellino della porta di Pescaia fu dipinta un’immagine a fresco della Vergine con il Bambino tra i Santi Paolo e Bartolomeo, opera attribuita a Cristoforo di Bindoccio e Meo di Pero.
Era una delle tante immagini mariane che il Governo di Siena, dopo la battaglia di Montaperti, in deferente omaggio alla Madonna, aveva stabilito venissero dipinte sulle numerose porte della città a protezione delle mura della<Civitas Virginis>.
Il culto alla sacra immagine chiamata Mater devotionis iniziò, però, nel 1434, quando l’esule fiorentino Giovanni Gianfigliazzi, sopravvissuto alle ferite durante un’aggressione subita in quel luogo, ritenne di essersi salvato grazie all’intercessione di quella Madonna dipinta <in publicis urbis moenibus …non longe a Fontejusto et Fichereto loco>.
Nel 1478 Francesco Petrucci, cugino del <Magnifico>Pandolfo Petrucci e segretario di Papa Sisto IV, ottenne il permesso di erigere una cappella nel luogo del miracolo e l’anno seguente, annus mirabilis per la Compagnia di Fontegiusta, qui fu fondato un santuario mariano tra i più importanti della città, dopo che i senesi il 7 settembre (vigilia della Natività di Maria) avevano riportato una splendida vittoria contro i fiorentini nella battaglia di Poggio Imperiale, nei pressi di Poggibonsi.
Il dipinto rimase sulle mura di Siena fino al 1807, quando, a causa delle pessime condizioni, fu staccato e subì interventi di restauro a spese della Compagnia.
Portata in Cattedrale per l’ottavario in Albis del 1818, l’immagine fu ancora prescelta nel 1838, nel 1857 e nel 1883 ed infine nel 1920 e nel 1953.
Memorabili i festeggiamenti del 1953- come ha ricordato il Priore della Compagnia, Flavio Collini: il conte Guido Chigi Saracini per rievocare la battaglia di Poggio Imperiale organizzò un grandioso corteo storico in costume in notturna che da Porta Camollia si snodò verso il Duomo.
Con grande emozione Collini ha ricordato un’altra figura di Confratello, Silvano Carletti, che lo ha preceduto nel suo incarico, uomo di fede e di profondo attaccamento alle tradizioni cittadine più autentiche e genuine.
Il Priore della Consorteria delle Compagnie Laicali, Lorenzo Baldi, consegnando la targa ricordo, opera del Maestro Olla, alla Confraternita di Fontegiusta, ha ringraziato i presenti ed ha auspicato che anche quest’anno la popolazione tutta partecipi numerosa alle varie iniziative religiose dell’ottavario, ad iniziare dalla processione di sabato 27 aprile, momento di testimonianza di una fede popolare, di una tradizione religiosa che si rinnova in una città che deve conservare le proprie radici cristiane e la sua antica vocazione mariana.

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