“Ci rivolgiamo a voi che nella Fondazione custodite da secoli un patrimonio che non è solo economico, a voi che come soci siete chiamati a decidere il futuro della Banca, e a voi che rappresentate le istituzioni di questo territorio. Scriviamo con il cuore, prima ancora che con la ragione, a chi in queste settimane porta sulle spalle la responsabilità di una decisione che riguarda non soltanto il futuro prossimo di un istituto di credito, ma la vita concreta di migliaia di famiglie, e a chi, come cittadino, vive con apprensione l’incertezza di questi giorni.
E’ quanto scrive sul futuro di MPS – a nome della Chiesa senese – l’equipe di Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Siena- Colle di Val D’Elsa-Montalcino in una lettera aperta indirizzata alla Deputazione Generale della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, ai Soci e agli Azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., alla Regione Toscana, alla Provincia di Siena, al Comune di Siena e ai Comuni del territorio senese.
“Non è la prima volta – prosegue l’equipe – che la Chiesa senese si trova a dover leggere, in una vicenda economica, un segno dei tempi. Non lo facciamo per entrare nel merito di operazioni finanziarie che non ci competono, né per schierarci tra le proposte in campo”.
“Ci tocca, e ci sta a cuore, ricordare – continua – a chi decide e a chi è chiamato a vivere le conseguenze di quelle decisioni, che dietro ogni cifra ci sono volti, storie, famiglie che a questa banca hanno affidato il proprio lavoro e, spesso, la propria identità. Questa città porta nella memoria la predicazione di San Bernardino, che nel Quattrocento indicò ai senesi la via di un’economia a servizio dei più deboli, contro l’usura e la speculazione. Da quel seme francescano nacque, un secolo dopo, il Monte di Pietà da cui questa banca discende. Non è un ricordo di circostanza, è la ragione stessa per cui il nome “Monte dei Paschi di Siena” non è un marchio come un altro, ma la traccia di un patto tra un’istituzione economica e la comunità che l’ha generata, per proteggerla e farla crescere. Un patto che, come Santa Caterina non si stancò di ricordare a papi e potenti nelle sue lettere, si regge sulla verità detta con libertà e sull’amore per il bene comune, non sulla convenienza del momento”.
“Per questo, con il garbo che ci è proprio ma senza reticenze, – conclude l’equipe – vi chiediamo che qualunque strada si scelga, s tenga fede a questo patto, che il lavoro di chi in questi anni ha pagato, spesso duramente, il prezzo del risanamento, non sia trattato come una variabile contabile; che la comunità senese e il suo territorio non si trovino ridotti a periferia di decisioni prese altrove; che l’economia reale e quindi le famiglie, le piccole imprese, l’artigianato, l’agricoltura che a questa banca hanno fatto riferimento per generazioni, resti al centro, e non ai margini, di ogni riassetto. Non scriviamo per aggiungere una voce alla contesa, ma per custodire, nel mezzo di essa, la domanda più semplice e più esigente: quale bene state e stiamo costruendo, e per chi? Su questa domanda vi accompagniamo, e su questa domanda continueremo a vegliare insieme a voi, con la fiducia di chi crede che anche le vicende del mercato possano essere abitate dalla giustizia e dalla carità”.
“Per questo, con il garbo che ci è proprio ma senza reticenze, – conclude l’equipe – vi chiediamo che qualunque strada si scelga, s tenga fede a questo patto, che il lavoro di chi in questi anni ha pagato, spesso duramente, il prezzo del risanamento, non sia trattato come una variabile contabile; che la comunità senese e il suo territorio non si trovino ridotti a periferia di decisioni prese altrove; che l’economia reale e quindi le famiglie, le piccole imprese, l’artigianato, l’agricoltura che a questa banca hanno fatto riferimento per generazioni, resti al centro, e non ai margini, di ogni riassetto. Non scriviamo per aggiungere una voce alla contesa, ma per custodire, nel mezzo di essa, la domanda più semplice e più esigente: quale bene state e stiamo costruendo, e per chi? Su questa domanda vi accompagniamo, e su questa domanda continueremo a vegliare insieme a voi, con la fiducia di chi crede che anche le vicende del mercato possano essere abitate dalla giustizia e dalla carità”.

