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  • OGGI LA MEMORIA LITURGICA DI SAN PIO DA PIETRELCINA, GRUPPI DI PREGHIERA A SIENA, CASTELNUOVO BERARDENGA E POGGIBONSI

 

In occasione della memoria liturgica di San Pio da Pietrelcina che ricorre oggi proponiamo una riflessione a firma di Carla Bruschi:

 

Parlare di padre Pio non è certo semplice. Lui stesso diceva: «Io sono un mistero di fronte a me stesso». Ma io preferisco descriverlo con le sue parole: «Sono soltanto un povero frate che prega». Qualcosa di straordinario si rivela subito nella sua vita sottolineato dalla sua umiltà, dalla profonda vita di preghiera, la devozione alla Santa Messa e alla Croce, alla Madonna e alla Chiesa alla quale è rimasto sempre fedele.
Evidenziando le sue doti taumaturgiche e carismatiche si può parlare della dimensione mistica dell’esperienza di Padre Pio, del suo rapporto speciale con Dio, la capacità di sentire la presenza divina e della sua sofferenza come partecipazione alla Passione di Cristo. «Farò più chiasso da morto che da vivo», sottolinea la persistenza del suo operato e la sua presenza spirituale anche dopo la sua scomparsa.
Francesco Forgione nasce il 25 maggio 1887 a Pietrelcina (Bv), il padre contadino è costretto a emigrare due volte in America, la madre ha sette figli due dei quali purtroppo non sono sopravvissuti. A dodici anni riceve il Sacramento della Cresima e la prima Santa Comunione, studia saltuariamente con maestri occasionali finché non parte per il Convento dei Cappuccini di Morcone e poi nel Convento di Sant’Elia a Pianisi dove inizia per lui un periodo di strane malattie. Il 10 agosto 1910 viene ordinato Sacerdote con una speciale dispensa sull’età stabilita dal Diritto Canonico per la sua grave situazione di salute, così scrive in ricordo: «Gesù mio sospiro e vita, oggi che trepidante ti elevo in un mistero d’amore. Con te io sia per il mondo via, verità e vita e per te sacerdote santo e vittima perfetta», dopodiché arriva a San Giovanni Rotondo.
Come sacerdote Padre Pio può essere definito il «medico della sofferenza» esercitando questa sua missione nel Confessionale dove restava anche diciotto ore al giorno e al quale si sono avvicinati persone umili e Re, gente dello spettacolo e Papi. Nel suo corpo ha portato per cinquant’ anni le Stimmate, riflesso sul corpo di quello che accadeva nella sua anima e che nella Santa Messa diventavano vive, immerso nella Passione di Cristo sembrava «come sospeso». E nonostante tutto ciò Padre Pio è stato e resta «l’Uomo della Speranza» riuscendo a guardare avanti con ottimismo, fiducia e amore.
Le sue due grandi Creature: la Casa Sollievo della Sofferenza e i Gruppi di Preghiera

«La pupilla dei miei occhi», così chiamava l’Ospedale da lui fondato. Lui stesso, sacerdote della sofferenza, tutta la vita ha subito continui dolori e malanni fisici e morali, il suo corpo è stato «crocifisso» per cinquant’anni. Nel centro di San Giovanni Rotondo c’era un vecchio Convento delle Clarisse e Padre Pio lo fece trasformare in Ospedaletto dove i medici prestavano opera gratuitamente ai malati che giungevano a migliaia per ricevere la grazia della guarigione. Nel 1929 la Contessa Bajocchi fu miracolata da Padre Pio e in riconoscenza gli donò le sue proprietà e alla fine della seconda guerra mondiale iniziarono i lavori per la costruzione del nuovo Ospedale che fu terminato, non senza enormi difficoltà, ed inaugurato nel 1956. «Ora la casa Sollievo della Sofferenza è un piccolo seme, ma diventerà un grande albero… un centro di studi clinici di valore internazionale», dove i medici sono chiamati a curare le anime delle persone prima della malattia.

Nel 1942 in seguito allo scoppio della seconda guerra mondiale Papa Pio XII lanciò un appello a tutto il popolo cristiano di pregare insieme per la Pace e la salvezza del mondo. Padre Pio che aveva trascorso tutta la sua vita in preghiera rispose invitando tutti i figli spirituali a compiere la volontà del Papa, così nacquero i primi Gruppi di Preghiera: «Figlioli, diamoci da fare, rimbocchiamoci le maniche, rispondiamo noi per primi all’appello lanciato dal Pontefice». Attualmente ce ne sono più di duemila sparsi in tutto il mondo. Essi rappresentano l’eredità spirituale vivente di Padre Pio.

Nella Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza dobbiamo ricordare il Gruppo di Preghiera San Padre Pio «San Michele Arcangelo» con autorizzazione del 29 agosto 1999 del Vescovo Mons. Alberto Giglioli e il Gruppo di Preghiera San Padre Pio «Madre Teresa di Calcutta» di Torrita di Siena con autorizzazione del 4 ottobre 2006, festa di San Francesco, del Vescovo Mons. Rodolfo Cetoloni, che firmò la richiesta di aggregazione al Centro Gruppi di Preghiera Padre Pio l’8 dicembre 2007 in occasione del 50° di Sacerdozio del nostro parroco, Mons. Valentino Vannozzi nella Collegiata dei Santi Costanzo e Martino.

Fanno parte dell’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino il Gruppo di Preghiera San Pio da Pietrelcina «Mater Misericordiae» di Siena e Vagliagli (Castelnuovo Berardenga) e il Gruppo di Preghiera San Pio da Pietrelcina «Gesù Misericordioso» di Poggibonsi.
Mai come oggi i Gruppi di Preghiera di Padre Pio sono stati così attuali, in un momento storico che sta attraversando a livello mondiale una situazione non facile e tremendamente tragica, come ha sottolineato Padre Franco Moscone, presidente dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio: «È quindi il momento per tutti i figli spirituali del nostro fondatore di ritornare alle motivazioni iniziali delle nostre origini e della nostra vita, del perché essere nella Chiesa e nel mondo operatori di Pace… attraverso il Vangelo e la preghiera del Rosario i Gruppi di Preghiera darebbero proprio il segno della loro essenza e lo scopo della loro vita».
Il 16 giugno scorso, Giornata della Comunione, Anniversario della Canonizzazione di Padre Pio, presieduta nel 2002 da Papa Giovanni Paolo II in San Pietro a Roma, in comunione con il Gruppo di Preghiera «Maria» di Casa Sollievo della Sofferenza siamo stati chiamati ad «accendere la speranza nel cuore degli uomini e delle donne che incontriamo… perché anche nel cuore più buio troveremo sempre una scintilla dell’Amore di Dio». A manifestare contro il riarmo, che non è la via per giungere alla Pace, cominciando a disarmare i nostri pensieri, i nostri cuori i nostri modi di pensare e di credere. E tutto ciò attraverso il Vangelo e la preghiera del Rosario proprio come ha sempre fatto e ci ha insegnato San Pio da Pietrelcina.

 

 

 

 

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