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SIENA E ROMA UNITE GRAZIE AGLI STUDENTI DEL GALILEO GALILEI, IERI GIORNATA STORICA

DERT

Roma accoglie talvolta i passi dei pellegrini, altre volte quelli curiosi degli studenti. In entrambi i casi accade qualcosa di simile: l’incontro con una città che non si limitaa mostrarsi, ma invita a pensare. È dentro questa cornice di storia, fede evita civile che si colloca l’esperienza vissuta dagli studenti del liceo scientifico Galilei, protagonisti di un viaggio che ha saputo trasformarsi in occasione di crescita e di consapevolezza. Il preside Alfredo Stefanelli ha sottolineato come iniziative di questo genere rappresentino un tassello prezioso nel percorso educativo degli studenti. «Un momento di vicinanza a Papa Leone e alla sua parola– afferma il cardinale Augusto Paolo Lojudice–.

I nostri studenti hanno potuto respirare un’aria diversa da quella della bellezza che riesce a darci Siena. Essere a Roma con questa disponibilità e accoglienza anche del Campidoglio è molto significativa. Personalmente immergermi in un mondo che prima di arrivare a Siena era il mio mi ha fatto un certo effetto. L’augurio è proprio quello che i ragazzi siano entrati in contatto con il clima di una città così importante e così grande, ma al tempo stesso legata a Siena. Spero che in loro rimanga un bel ricordo, con una spinta a tornarci e ad essere coinvolti nella Res, ovvero la vita pubblica e sociale».

Il cardinale ha poi lasciato anche un messaggio in relazione alla pace: «Papa Leone durante l’udienza ha ribadito che non dobbiamo e non possiamo stancarci di sperare e pregare per la pace– continua il cardinale–. Non poteva che non essere così perché Papa Leone la prima volta che si è affacciato al mondo ha mandato un messaggio chiaro c’è necessità di una pace disarmata e disarmante, parole che rimangono nel suo vocabolario pontificio. Venerdì prossimo ci sarà una giornata richiesta dal Papa e rilanciata dalla Cei di pregare e digiunare perla pace». L’iniziativa assume un significato ulteriore essendo stata ideata direttamente dai ragazzi.

«Il mio motto è gente a servizio della gente–afferma uno degli studenti organizzatori, Federigo Franceschelli–, ho pensato di far provare ai miei compagni di liceo questa esperienza». «Attraverso una lettera– afferma una studentessa Francesca Salaris abbiamo raccontato al Papa qual è il forte valore e significato che ha avuto per noi questa esperienza».

«L’idea è nata tra noi studenti e alcune professoresse– afferma una studentessa, Rachele Tommasi–. Una proposta che poi è diventata una realtà. Abbiamo chiesto a tutti gli studenti chi voleva aderire e abbiamo ricevuto più di250risposte». Una giornata che è una lezione che, con ogni probabilità, resterà nella memoria di molti di loro ben oltre il ritorno a casa.

Dunque, Roma e Siena, ieri, si sono ritrovate unite da un filo prezioso: quello dell’educazione. Guidati dal cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, 250 studenti del liceo scientifico Galileo Galilei di Siena, insieme a dirigenti scolastici e docenti. Con loro anche una rappresentanza delle istituzioni: la giunta di Montalcino, il senatore e sindaco Silvio Franceschelli e l’assessore all’istruzione di Siena, Lorenzo Lorè.

“Accompagnare 250 studenti in udienza dal Santo Padre è stato un momento intenso e profondamente significativo – afferma Franceschelli –. Vedere tanti giovani riuniti in ascolto, in un clima di attenzione e rispetto, dà il senso autentico del valore di questa esperienza”.

“Una bellissima mattinata con tanti ragazzi e ragazze del Liceo scientifico – osserva Lorè –. È stato bellissimo durante l’udienza sentir citata la scuola, insieme a un messaggio molto significativo. Ritorniamo a casa con una riflessione molto profonda”.

Nel pomeriggio la delegazione è stata accolta in Campidoglio, dove nell’aula Giulio Cesare è stata ricevuta dalla presidente dell’assemblea capitolina Svetlana Celli e dall’assessora all’istruzione di Roma Claudia Pratelli.

“Sono legata a Siena personalmente – afferma Claudia Pratelli –, ma c’è anche un rapporto storico profondo tra le due città. È una grande emozione vedere dei ragazzi in aula Giulio Cesare che è il centro della democrazia della nostra città. Per questo è così prezioso vederla popolata da giovani, non si tratta solo di vederli come investimento sul futuro, o almeno non solo, ma si tratta anche di valorizzarli nel qui ed ora”.

“Questo clima è emozionante, vedere tutti questi giovani perché riesce a dare il senso di una responsabilità e di quanto l’amministrazione pubblica sia di fondamentale importanza – afferma Svetlana Celli –. Da una parte il Comune e dall’altra la Chiesa per un’unica direttrice che è la storia. Questo è il messaggio più importante: lavorare come due spalle insieme per appoggiare la crescita e la formazione per i giovani”.

Testo di Lodovico Andreucci per La Nazione.

Foto: ufficio comunicazioni sociali dell’arcidiocesi.

 

 

 

 

 

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