Martedì scorso, 27 ottobre 2026, si è tenuto, nei locali museali della Contrada della Selva, l’annuale incontro fra i Priori delle Contrade e i Correttori, voluto e presieduto dall’Arcivescovo Card. Augusto Paolo Lojudice. Fu infatti proprio l’Arcivescovo Lojudice, all’indomani del suo ingresso a Siena nel 2019, a chiedere questa condivisione fra Contrade e Diocesi, in un comune progetto di formazione ai valori costitutivi della peculiare realtà senese.
L’incontro, tenutosi nella consueta cordialità, è stato introdotto dal Rettore del Magistrato delle Contrade Benedetta Mocenni, Priore della Selva, e dall’Arcivescovo stesso: erano rappresentate tutte e diciassette le Contrade dai Priori, o Vicari, e dai rispettivi Correttori.
Gli spunti di riflessione precedentemente concordati miravano anzitutto ad una condivisione programmatica e fattiva fra le diverse esigenze, competenze e sensibilità, nel comune impegno di Priori e Correttori al servizio delle Contrade. Siamo anzitutto di fronte ad un’emergenza educativa a livelli ben oltre che locali e nazionali, da cui Siena non è certo esente: gli episodi di violenza fra giovanissimi, l’aumento di abuso di alcol e di sostanze, i linguaggi sempre più diffusi nei social che innescano polemiche sterili, talvolta amplificate oltre ogni ragionevolezza, soprattutto fra gli adulti e persone in teoria più mature.
Il tenore dell’incontro tuttavia non voleva essere, e non è stato, puramente analitico e concentrato sul riportare gli elementi negativi del cambiamento: ci sono ancora tante potenzialità e tanti aspetti positivi e propositivi in questa Siena che cambia, e le Contrade con essa. I Correttori hanno manifestato la loro disponibilità nel mettersi a servizio della crescita umana e spirituale della contrada, ben oltre il solo ruolo liturgico che compete loro: a questo proposito si sono rivolti ai Priori chiedendo di condividere le loro proposte e le loro aspettative nei confronti del ruolo del Correttore e come possa essere strumento utile a costruire una sorte di “alleanza educativa”. Molti Priori e Vicari hanno accettato l’invito a condividere, in un linguaggio schietto e collaborativo, le loro esperienze e le loro aspettative in merito: è emersa anzitutto la richiesta di vivere la Contrada nella sua quotidianità, nel dialogo e nella frequentazione umana con tutte le componenti della Contrada, giovani compresi ma non solo. Esserci insomma: piena fiducia e gratitudine verso i progetti e le iniziative di formazione organizzati dalle Contrade, ma le iniziative estemporanee non creano continuità. Mettere generazioni in dialogo fra di sé, in una stagione in cui lo spopolamento dei rioni lo renderebbe di fatto difficile, sarebbe il veicolo migliore per trasmettere valori e conoscenze; si è sottolineata infatti l’importanza di una conoscenza del territorio, che non deve essere data per scontata, come anche dei contenuti delle tradizioni che portiamo avanti, legate ai ritmi del Palio e dell’anno contradaiolo. Conoscere infatti la storia e i valori che in passato l’hanno mossa anche in maniera importante per una realtà come Siena, è un servizio per ripartire dalla verità di quello che siamo e quello che facciamo, cercando di proporla anche a persone che da fuori si affacciano, sempre più spesso, alla vita della Contrada e che sono disponibili a mettersi a servizio dei valori comunitari che la Contrada propone. Tutti i protagonisti di questo “progetto educativo” devono essere concordi nell’accompagnare Siena e le Contrade in questo processo irreversibile di trasformazione e guardare al futuro: raccontare e ascoltare, perché anche il gesto dell’ascolto delle persone, a qualsiasi generazione appartengano, è un servizio importante al valore della comunità. E l’invito dei Priori è quello di non limitare questa responsabilità ai soli Correttori o dirigenti, perché spesso le figure di riferimento, per giovani e non, sono proprio persone del popolo che possono parlare dalla ricchezza della loro esperienza.
L’incontro si è concluso con un ringraziamento da parte dell’Arcivescovo per la testimonianza delle Contrade nell’esercizio della solidarietà, non solo in momenti straordinari, come fu l’emergenza sanitaria di sei anni fa, ma anche nella continua collaborazione con la Diocesi nell’organizzare le iniziative di carità e la costante e silenziosa attenzione alle situazioni difficili presenti nel territorio dei rioni, o verso persone comunque afferenti alla Contrada.
Un momento schietto e proficuo di confronto, finalizzato anzitutto a focalizzare le potenzialità e gli elementi positivi ancora oggi presenti a Siena, per valorizzarli, intensificarli e fare dei problemi non ostacoli insormontabili, ma opportunità per adeguarsi al cambiamento della storia, ed essere di questa storia protagonisti, non vittime.
Il Magistrato delle Contrade e il Collegio dei Correttori


