“La guerra non è mai inevitabile, le armi possono e devono tacere, perché non risolvono i problemi ma li aumentano; perché passerà alla storia chi seminerà pace, non chi mieterà vittime; perchè gli altri non sono anzitutto nemici, ma esseri umani: non cattivi da odiare, ma persone con cui parlare. Rifuggiamo le visioni manichee tipiche delle narrazioni violente, che dividono il mondo in buoni e cattivi”.
“Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Terra. Una comunicazione disarmata e disarmante ci permette di condividere uno sguardo diverso sul mondo e di agire in modo coerente con la nostra dignità umana”. Sono le parole di Papa Leone XIV raccolte nel libro “La forza del Vangelo.
La fede cristiana in 10 parole” curato da Lorenzo Fazzini responsabile editoriale della Libreria Editrice Vaticana presentato ieri dall’autore con il cardinale Augusto Paolo Lojudice, intervistati da Michela Berti responsabile de La Nazione di Siena. Parole, quelle scritte dal Papa, che sono oggi più che mai attuali, alla luce dell’attacco che il Santo Padre ha subito dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Il Papa ha risposto confermando la sua capacità di restare calmo anche sotto pressione” ha commentato Fazzini.
“L’attacco di Trump ha avuto come risultato quello di compattare tutta la chiesa cattolica del mondo – ha risposto il cardinale – anche quelli che non erano proprio allineati con il Papa. L’apoteosi, poi, sono state le parole di solidarietà pronunciate dalla segretaria nazionale del Pd Elly Schlein nei confronti della premier Meloni. Dio scrive dritto anche sulle linee storte”. Si è parlato di guerra nell’incontro di ieri, ma soprattutto di pace. Di quella “pace disarmata e disarmante” con la quale Papa Leone XIV si è presentato al mondo la sera della sua elezione.
Fonte: La Nazione.
Fotografie: Ufficio comunicazioni sociali dell’arcidiocesi.





