Celebrazioni in onore di Santa Rita

santarita

Il 22 maggio, nel calendario liturgico, si fa memoria di Santa Rita da Cascia, universalmente conosciuta come la Santa dei casi disperati ed apparentemente impossibili, particolarmente venerata per le innumerevoli grazie e miracoli avvenuti per sua intercessione.

La devozione popolare per Santa Rita è, ancora ai nostri giorni, una delle più sentite nel mondo e si è diffusa soprattutto in Italia, Spagna, Portogallo ed America latina, fin dal 1600, ad opera dei padri agostiniani.
Anche nella nostra Diocesi si rende onore alla grande Santa: a Chiusdino, dove, nella chiesa di San Sebastiano, sede dell’antica Confraternita di San Galgano, si trova la sua statua il 22 maggio è celebrata la S. Messa e sono benedette le rose ed in modo particolare a Siena, dove la statua di Santa Rita, che è collocata nella chiesa di San Pietro alle Scale, viene ogni anno traslata,il 18 maggio, in S. Agostino- sua ubicazione di molti anni fa, quando esisteva il Convento degli agostiniani- ed è esposta alla venerazione dei fedeli. Qui i Confratelli e le Consorelle delle Compagnie Laicali si sono recati per sostare in preghiera comunitaria sabato 18, alle ore 21.
Nei giorni 19-20 e 21 maggio, ha luogo il triduo di preparazione alla festa, con Santa Messa alle ore 18.30, preceduta dalla recita del S. Rosario e dalla preghiera di ringraziamento a Dio in onore di Santa Rita da Cascia. In particolare la S. Messa del 21 è stata dedicata ai malati, con unzione sacramentale dei presenti.
Infine il giorno 22, SS. Messe ogni ora, dalle 8 del mattino, fino alla Messa con supplica delle ore 12 ed la solenne celebrazione eucaristica conclusiva delle ore 18.30.

Api, rose e spina sono diventati gli attributi iconografici più frequenti di Santa Rita, riferiti agli eventi speciali della sua vita, come la tradizione ci indica. Le api di colore bianco,si dice, circondarono la sua culla dove era stata lasciata per qualche momento, in campagna, dai suoi genitori intenti a lavorare la terra, ma esse la coprirono senza pungerla e, scacciate da un contadino ferito ad una mano, guarirono miracolosamente la sua ferita; le api di colore nero avvolsero il suo corpo al momento della sua morte. Le rose furono raccolte, per richiesta di Rita, dalla sua cugina, nel giardino del Convento in tempo non propizio alla loro fioritura e la spina della corona del Crocifisso apparve conficcata nella sua testa, come segno particolare di sofferenza che l’unì alla passione ed all’amore del Signore. Vengono distribuite così, nel giorno della festa, migliaia di rose benedette, insieme al pane benedetto, simboli della sua santità e carità verso i fratelli.

Costellata dalla carità, dall’amore fraterno è, infatti, la tribolata vita della Santa, che seppe perdonare ai crudeli assassini del marito, portare la pace nella sua famiglia, pregare per i figli affinché non usassero vendetta per l’assassinio del padre.
Un esempio di misericordia e di amore infinito a Cristo, al quale si è consacrata per tutta la vita ed in particolare, dopo la sua vedovanza, divenendo sua sposa con l’ingresso, non senza difficoltà, nel Convento delle suore agostiniane.

Preferenze Privacy
Quando visiti il ​​nostro sito Web, è possibile che vengano archiviate informazioni tramite il browser da servizi specifici, solitamente sotto forma di cookie. Qui puoi modificare le tue preferenze sulla privacy. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sul nostro sito Web e sui servizi che offriamo.