Intervista al correttore della Contrada della Selva

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Monsignor Giuseppe Acampa è il Correttore della Contrada della Selva, vincitrice del Palio del 16 agosto; Correttore da 19 anni, con cinque benedizioni di cavalli vittoriosi al suo attivo, anzi sei, se si considera una benedizione a quattro mani con il compianto don Osteno Corsini.
-Don Giuseppe, tra le vittorie, frequenti dal dopoguerra ad oggi, della tua Contrada, forse è questa la più straordinaria?
-Senza dubbio l’emozione che ho provato in questa carriera non ha uguali.
La Contrada era favorita, visto il cavallo toccato in sorte e considerata la professionalità del fantino, Giovanni Atzeni (Tittia), poi la mossa ci ha messo un po’ in difficoltà, quindi la rimonta, a seguire la caduta del fantino, alti e bassi fino a che Remorex scosso è giunto primo al bandierino, grande l’esultanza nel vedere la bandiera della Selva alle trifore del Palazzo Comunale.
-Come hai vissuto il prima ed il dopo Palio?
-Prima, sicuramente nel desiderio e nell’attesa; tanta la voglia di vincere che, nel mese di maggio, abbiamo effettuato, come Contrada, presenti numerosi giovani, un pellegrinaggio alla Madonna di Montenero, perché la benedizione del cavallo e del fantino che precede il Palio non sia una cosa che giunge come uno spot finale, ma qualcosa coltivata nel tempo.
Il dopo-Palio è stato il giusto epilogo di questa tensione.
Nella contrada si respira un clima di amicizia e questa vittoria, credo aiuti a continuare questa atmosfera, questa dimensione di fratellanza,di comunione, di solidarietà.
-La Selva si è aggiudicata il drappellone di Milo Manara.
Come trovi il cencio di questo importante artista di fama internazionale?
-L’ho detto ufficialmente alla cena della prova generale, dove è tradizione- iniziata con don Vittorio Bonci- che il Correttore possa dire qualche parola:una bella donna, ma anche una bella Madonna, un drappellone che ha una luce ed una espressività straordinaria che si evidenzia, più che mai, oggi, quando viene portato in corteo per le vie della città.
-Infine una domanda più generale: cosa significa essere Correttore di una Contrada?
-Domanda in parte facile ed in parte difficile. Il Correttore è la guida spirituale di una comunità, ma una cosa è essere guida spirituale di una parirocchia, altra cosa di una Contrada, dove oltre alla dimensione territoriale vi sono legami radicati nella storia, nelle famiglie, legami di valori, di amicizia ed il Correttore non può non sentirsi parte di tutto questo, per portare a frutto il suo ministero.

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