Restaurato un angelo del XIII sec.

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La Parrocchia di Santa Maria in Provenzano, il Rotaract Club di Siena, la Soprintendenza Archeologica-Belle Arti e Paesaggio di Siena,Grosseto ed Arezzo sono stati i protagonisti del restauro di un angelo duecentesco dell’Insigne Collegiata di Provenzano, che è stato presentato al pubblico domenica 7 aprile alle ore 18.
È stato definito <un enigma> la presenza del puttino del XIII secolo nella chiesa barocca, impresa architettonica voluta dal granduca di Toscana Ferdinando I (iniziata nel 1595 e compiuta nel 1611) per accogliere un’immagine miracolosa della Madonna- ha detto il professor Alessandro Bagnoli, direttore del restauro, salutato dal parroco, don Enrico Grassini, insieme ai giovani del Rotary, in gran parte presenti.
<Se si esclude la venerata immagine in terracotta della Vergine,collocata sull’altar maggiore, le figurazioni degli altari,gli arredi,le suppellettili sono, infatti, opere d’arte seicentesche> -ha continuato il relatore-, sottolineando, tuttavia, che nel passato si trovava sull’altare del transetto sinistro un Crocifisso ligneo trecentesco, passato poi nell’Oratorio dell’Imperiale Contrada della Giraffa. Ma una più grande sorpresa è la presenza della scultura raffigurante la faccia di un angioletto, ornamento di un’acquasantiera della sacrestia, poiché risulta ben più antica e probabile opera di Nicola Pisano.
<La tenera carnosità del puttino, il suo contenuto pathos, il suo stile -ha asserito il Bagnoli- ci ricordano le tante dolci figure che Nicola Pisano ha scolpito per il pulpito del Duomo di Siena ed in altre opere>.
Non ci è dato sapere come tale volto di angelo sia approdato in Provenzano, è da supporre la provenienza da altro ambiente chiesastico senese o dai magazzini dell’Opera del Duomo, deposto come frammento per poi essere utilizzato per l’acquasantiera.
Restaurato per il degrado del tempo da Laura Ley Kraus, con il finanziamento del Rotaract di Siena, oggi questa importante scultura, questo <enigma> duecentesco si può ammirare nell’Insigne Collegiata che lo custodisce tra i tanti suoi tesori.

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