S.Messa al Policlinico “Santa Maria alle Scotte”

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Lunedì 11 febbraio è stata celebrata la Giornata mondiale del malato, istituita, a partire dal 1993, dal Santo Padre Giovanni Paolo II, già provato dalla malattia, come <momento speciale di preghiera e di condivisione, di offerta della sofferenza>.
Al Policlinico <Santa Maria alle Scotte>, alle ore 16, ha avuto luogo la Santa Messa, presieduta da Monsignor Arcivescovo Antonio Buoncristiani, concelebrata dai Cappellani ospedalieri, presenti autorità civili e militari, ammalati e loro familiari, operatori sanitari e volontari di varie associazioni, oltre a un bel numero di fedeli. La Santa Messa è stata animata, come consuetudine, dai canti del Coro dell’Ospedale.
<La giornata del malato, viene celebrata nel giorno in cui la Chiesa fa memoria delle apparizioni della Vergine Maria a Lourdes, luogo di riferimento per tutti gli ammalati, che si recano qui per una sosta di preghiera e di riflessione, ricevendo un sollievo spirituale>- ha detto Monsignor Arcivescovo iniziando la propria omelia.
Con riferimento alle letture scelte per la celebrazione eucaristica, ha poi sottolineato le parole del profeta Isaia (Is 66, 10-14c) che risuonano come un invito alla gioia, alla speranza dell’amore di Dio che ci salva e, prendendo spunto dal Vangelo di Giovanni (Gv 2,1-11) sulle Nozze di Cana di Galilea, ha ricordato l’invito di Maria a rimetterci nelle mani del Signore.
Gesù è Colui che soccorre chi è nel bisogno, Colui che ha operato miracoli, che ha portato ai poveri la buona notizia. “I Vangeli ci narrano dell’attenzione del Signore verso i malati; il culmine della sua vicinanza all’umanità sofferente è la sua morte con la quale ha vinto ogni male” ha continuato l’Arcivescovo. E rivolgendosi, in particolare, agli operatori sanitari ed ai volontari, Monsignor Buoncristiani ha raccomandato che, nella loro assistenza ai malati, accanto alle competenze ed ai servizi opportunamente offerti nei propri ruoli trovi posto, alla luce della fede, anche la preghiera di affidamento al Signore delle persone sofferenti.
<Ero malato e mi avete visitato>: un’opera di misericordia verso il fratello che ha bisogno di cure, ma anche e soprattutto di qualcuno che si prenda cura di lui.
<Curare la malattia, ma prendersi anche cura del malato nella sua interiorità, perché mentre si medicano le ferite del corpo si possono aggravare le ferite dell’anima, più difficili da risanare> ha affermato l’Arcivescovo.
L’incontro con la sofferenza è sempre un mistero per l’uomo, solo Gesù ci aiuta a svelarne il senso, le nostre forze non sono sufficienti a comprenderlo se non chiediamo il soccorso dello Spirito Santo.
<Aiutiamo i fratelli e le sorelle che si trovano nella malattia a fidarsi del Signore e chiediamo al Signore misericordioso, per intercessione di Maria, la disposizione al servizio verso coloro che soffrono> Gesù, che ha trasformato l’acqua in vino alle Nozze di Cana, saprà trasformare ogni sofferenza, ogni sforzo in qualcosa di divino.
Oltre che al Policlinico, in tutta la Diocesi è stata celebrata la Giornata mondiale del Maltato, con SS. Messe nei luoghi di cura, nelle Case di riposo ed in Cattedrale, dove è stata la celebrata la S.Messa e la tradizionale processione “aux flambeaux”.

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