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SANTA CATERINA ALLA CITTÀ DI BOLOGNA: “LA MISERICORDIA COME METODO DI GOVERNO”. IERI IL CARD. LOJUDICE ALLA FESTA DELLA MADONNA DI S. LUCA

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Ieri mattina, nella cattedrale di San Pietro a Bologna, il card. Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino e vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza ha concelebrato la Santa Messa episcopale insieme al card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI in occasione delle celebrazioni in onore della Beata Vergine di San Luca, patrona della città e dell’arcidiocesi di Bologna. Il card. Zuppi era stato nel 2022 a Siena in occasione delle celebrazioni per la festa di santa Caterina. A Siena nella chiesa di San Nicolò al Carmine, ricca di opere d’arte, si conserva anche un piccolo quadro, in stile bizantino, che esprime la Madonna “Mater Decor Carmeli”, detta anche “Madonna di San Luca”. Questa immagine veniva portata in processione per la città in caso di pubbliche calamità.

Nella sua omelia il card. Lojudice ha messo in evidenza la centralità della figura di Maria, “chiave di volta della nostra fede e perno della nostra vita” ed ha proseguito “avere fiducia in lei e in lei porre tutte le nostre speranze è il metodo certo e sicuro per raggiungere il Cristo, per essere il più possibile vicini a Lui”. Il cardinale ha poi voluto condividere con l’assemblea il testo di una lettera scritta da Santa Caterina gli Anziani Consoli e Gonfaloniere di giustizia di Bologna. In questa lettera Caterina raccomanda ai destinatari, che si erano rivolti a lei, di non curare solo gli interessi propri, disconoscendo le somme verità. “La città si governa esercitando la santa giustizia che deve sempre essere condita con misericordia, tendere sempre al bene comune e non al bene particolare e coloro che governano la città devono essere “uomini maturi e non fanciulli, che temino Dio, amatori del bene comune e non del bene particolare suo. Or per questo modo si conserva lo stato loro e la città in pace e in unione. Ma le ingiustizie e il vivere a sette e il ponere a reggere e a governare huomini che non sanno governare loro medesimi, né le famiglie loro, ingiusti ed iracondi, passionati d’ira e amatori solo di loro medesimi, questi sono quelli modi che fanno perdere lo stato spirituale della grazia e lo stato temporale”. L’amore proprio guasta la città dell’anima. “Onde io voglio che voi sappiate, che neuna cosa ha posto in divisione il mondo, se non l’amore proprio, dal quale sono nate e nascono le ingiustizie. Parmi, carissimi fratelli, che abbiate desiderio di crescere e conservare el buono stato della vostra città, e per questo desiderio vi moveste a scrivere a me, indegna, miserabile e piena di defecto, la quale lectera intesi e viddi con affectuoso amore e con volontà di soddisfare i desideri vostri (…)”.

“Caterina – ha spiegato il card. Lojudice – ci invita ad adottare il metodo della misericordia in ogni nostra azione  e in ogni ambito private e pubblico. Lasciamo da parte il nostro amor proprio e guardiamo veramente al bene comune. Solo così potremo contribuire ad una vera civiltà dell’amore. Maria allora assume il ruolo di stella polare delle nostre vite, al suo esempio dobbiamo guardare per essere costruttori di pace”.

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