Sant’Ansano, la celebrazione con il Cardinale in Duomo

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“Martire non è chi cerca la morte ma colui che vuole la vita e si impegna a vivere nell’amore, qualunque sia il costo che deve pagare”. Questo è uno dei passaggi dell’omelia che ha pronunciato l’arcivescovo di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino, Augusto Paolo Lojudice durante la celebrazione per Sant’Ansano, patrono di Siena, la prima che Lojudice ha celebrato da cardinale.

L’Arcivescovo ha ricordato la testimonianza luminosa di Sant’Ansano e invitato i fedeli ad essere cristiani combattendo “l’individualismo” e seguendo l’esempio dei “santi”. Poi ha chiesto l’impegno di tutta la diocesi perché “se è vero che i cardinali sono i collaboratori più stretti del Papa la diocesi di un cardinale deve essere esemplare” ricordando che il ruolo affidatogli deve essere un “onore e onere per tutta la chiesa diocesana”. Uno stimolo in più come ha sottolineato l’Arcivescovo nel “prendere il Vangelo sempre più sul serio per una vita cristiana più vera e radicata”.

 

 

 

Monsignor Lojudice ci ha tenuto a precisare che la ricorrenza del Patrono non è la festa della sua creazione a cardinale perché essere cardinale non è salire, “ma scendere nel profondo dell’umanità, affrontando il buio, le paure e la tribolazione, soprattutto in un momento in cui la pandemia genera sconforto”.

Infine, il riferimento a Siena che ha vissuto un anno particolare, saltando i due palii: “una grande e privazione per una città che ha fatto di questo un orgoglio”.
L’Arcivescovo ha ricordato che l’apertura dell’anno contradaiolo non è stata celebrata secondo il modo tradizionale, ma nonostante tutto “questo rimane un giorno di festa”. Un giorno che si lega al Santo Patrono al quale rendono omaggio ogni anno milioni di visitatori che si fermano a guardare la Maestà di Duccio. Il primo patrono di Siena, infatti, è presente nella grande tavola e si trova ai piedi della Madonna insieme agli altri tre protettori Crescenzio, Savino e Vittore.
Il messaggio finale è un augurio ai senesi che invita a ritrovare la speranza perché “da questa paura causata dalla pandemia, dobbiamo reagire”.
“L’anima del Signore – ha concluso il Cardinale – fa trovare il coraggio e la speranza nell’esistenza per combattere l’apatia. Dio è con noi, ci sostiene e ci accompagna nelle nostre vicende esistenziali”.

 

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