Veglia Missionaria

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Perché siamo qui? Cosa significa essere missionari oggi? Davanti alla Basilica dei Servi sono radunate diverse persone per dare inizio ad un cammino di testimonianza e di preghiera che si concluderà, in San Domenico, con la veglia missionaria.

Le fiaccole accese, una tiepida serata d’autunno, incontri affettuosi tra amici che si ritrovano, con il Vescovo che ormai conosce i più, che saluta calorosamente tutti in modo, come sempre, non formale.

Ci sono Marcella e Lucia, responsabili delle missioni nella parrocchia di San Marziale a Colle Val d’Elsa:

Stare qui significa far conoscere le realtà delle parrocchie che aiutano le missioni-dice Marcella– un aiuto materiale ma non solo, un aiuto per chi è lontano ma anche per chi è vicino a noi, solo, straniero, bisognoso di beni per vivere e soprattutto della parola di Dio.

Cecilia, della parrocchia di San Mamiliano in Valli, di Siena, racconta che nella sua realtà viene effettuata ogni anno una fiera di beneficenza per aiutare,con adozioni a distanza, la popolazione delle Filippine (progetto PerLa), che nel mese di ottobre, la preghiera nei vari gruppi è particolarmente indirizzata alle missioni.

Da San Gimignano proviene Domitilla, giovane ma ricca di esperienza di fede, partecipe e protagonista a livello diocesano e parrocchiale di molte attività anche di tipo missionario. La realizzazione di tante iniziative è avvenuta soprattutto nell’ambito dell’Azione Cattolica. Il mio auspicio? Un maggior coinvolgimento ed una maggiore partecipazione nella mia parrocchia  (di media entità  e molto eterogenea per età) di giovani, pronti anche ad uno slancio missionario.

Suor Nevia delle Figlie della Carità di fronte a tutti fa testimonianza della sua vita, di come il Signore l’ha chiamata ad essere missionaria in mezzo alle povertà del nostro tempo.

Nel racconto personale sottolinea i momenti principali in cui l’azione di Dio l’ha spinta nel suo compito: a 23 anni, supplente in una scuola delle Figlie della carità, la nascita del desiderio di servire i poveri, la decisione in poco tempo di lasciare tutto(anche il fidanzato) e di andare in missione a Frascati. Poi la scoperta della preghiera come rapporto intenso con Gesù, preghiera come arte secondo le parole di Papa Giovanni Paolo II. Come servire i poveri? Come evangelizzare? Trova la risposta in San Francesco: non significa parlare di Gesù, ma amarlo, comportarci come Lui ci vuole. La carità come missione, lei che aveva scelto le Figlie della Carità anche perché missionarie all’estero, capisce che non è il luogo importante, ma quello che si fa, come si fa: guardare, ascoltare il fratello con attenzione, fargli sentire che Dio lo ama.

Sul tema dell’accoglienza all’altro la testimonianza di una giovane volontaria presso la mensa di San Girolamo che, con semplicità, spiega il valore di piccoli gesti, di sguardi fraterni verso i bisognosi.

La giornata di preghiera si è conclusa con la veglia missionaria, ricca di simboli e significati, con l’ascolto della parola di Dio, con le parole dell’Arcivescovo.

La testimonianza del nostro percorso sulle vie cittadine ha lasciato  perplessi e sbigottiti i vari passanti, ma, forse, ha suscitato in loro qualche domanda-ha detto Monsignor Lojudice-

-Siamo qui, stasera, come testimoni prescelti da Dio, per aprirci al mondo. É il continuum della missio ad gentes proclamata nel 1919 da papa Benedetto XV per risvegliare clero e laici alla consapevolezza della gloria missionaria. É il desiderio di accogliere le parole di papa Giovanni Paolo II <sento imperioso il dovere di ripetere il grido di  San Paolo di predicare il Vangelo fino agli estremi confini della terra>.

È papa Francesco che ci chiama continuamente ad essere discepoli invitati a crescere come evangelizzatori, che pregano e lavorano.

La preghiera ed in particolare l’adorazione eucaristica nelle chiese più centrali della nostra città può essere un grande segno di testimonianza :la presenza di Cristo fra noi.

Affidiamoci alla Madonna, che ha reso possibile l’esplosione missionaria-ha concluso l’Arcivescovo- affinché anche nella nostra Chiesa locale possa essere viva la comunione tra portatori della parola per una missione sempre più efficace.

 

 

Maria Teresa Stefanelli